L’ex attaccante della Salernitana, Boulaye Dia, ha rilasciato una lunga intervista al podcast Au Cor De Jeu parlando anche della sua esperienza in granata. Ecco le sue parole.
L’ex Dia: “Salernitana? È stato un passo indietro”
Ora in forze alla Lazio, il senegalese Boulaye Dia è tornato a parlare della sua esperienza con la maglia della Salernitana nel corso di una puntata del podcast francese Au Cor De Jeu. Ecco le dichiarazioni dell’attaccante biancoceleste.
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«La Salernitana? È stato un passo indietro per potermi riprendere. Quando ho saputo di non essere più nei piani del Villarreal, avevo chiesto al mio agente di poter andare a giocare in Ligue 1, in qualunque squadra. Conoscevo il campionato, sapevo che avrei fatto 15-20 gol e in più avevo maturato esperienza. Avevo offerte dalla Spagna, c’erano l’Almeria e il Celta Vigo, non volevo andare alla Salernitana. Cosa mi ha convinto? Un aneddoto di due anni prima. Mi rimase impressa una frase chi mi venne detta: se vai in Italia e fai bene, le porte della Premier League si apriranno facilmente».
«In Italia è difficile, c’è tanta tattica, quindi se segni lì puoi segnare ovunque. Ho scoperto che è vero: c’è tanta tattica, ma ci sono anche tanti spazi. Non sono uno che ha paura delle sfide, quindi ho scelto di accettare. Poi ho visto il mercato che stava facendo la Salernitana: era arrivato Bradaric dal Lille, Bronn dal Metz, molti giocatori dalla Ligue 1. Poi c’era Candreva che ha avuto una carriera importante».
«Non mi avevano mentito: stavano allestendo una buona squadra. L’obiettivo era arrivare in Inghilterra, in società lo sapevano e mi avevano dato la loro parola. Mi sono fidato di una stretta di mano, è stato un errore. Avevo una missione, niente poteva fermarmi e sapevo quale sarebbe stato il mio calciomercato. Soprattutto dopo aver realizzato 16 gol in campionato, l’ultimo contro la Roma all’Olimpico. Finita la stagione, la società non faceva gli stessi discorsi dell’anno prima».
«Hanno iniziato a dire che stavano costruendo la squadra intorno a me e io dicevo di non essere d’accordo. Dopo avermi riscattato per 12 milioni di euro, hanno aggiunto una clausola rescissoria da 20 milioni. Dicevano che era per rassicurare i tifosi. Poi non mi ha comprato nessuno e il prezzo è salito ancora, come se fossi Dennis Bergkamp».






