La Salernitana Women del tecnico Vanoli segue le orme della formazione di mister Raffaele e dopo tre giornate si trova a guidare la classifica a punteggio pieno e a nelle prime uscite ha conquistato il pass per gli Ottavi di Finale di Coppa Italia dove se la vedrà con la Pink Bari, già affrontata in campionato. Un ottimo inizio per la Salernitana che in estate ha cambiato pelle e volto dopo l’addio di De Risi e di molte ragazza, merito del tecnico che ha saputo amalgamare un gruppo che partiva da zero.
Mister dopo aver allenato le giovanili maschili della Salernitana è stato scelto per il post De Risi. Cosa l’ha spinto ad accettare il progetto femminile dei granata?
“La cosa che mi ha spinto ad accettare la proposta della Salernitana Femminile è stata la serietà delle persone che ho incontrato. Mi riferisco naturalmente a tutta la dirigenza, che mi ha trasmesso fiducia e mi ha presentato un progetto chiaro e ambizioso. Alcuni anni fa avevo già avuto dei contatti per allenare la squadra femminile del Como, ma in quel momento non avevo mai preso seriamente in considerazione l’idea di intraprendere un percorso di quel tipo. Oggi invece sono felice e motivato: sento di aver fatto la scelta giusta e sono orgoglioso di far parte di questo progetto”.
La società le ha fornito un nuovo gruppo, con soli pochi elementi della passata stagione. Com’è riuscito a costruire la compattezza in così poco tempo?
“Siamo partiti in ritardo rispetto ad altre squadre che avevano già le rose definite, ma il direttore Zeoli è stato molto bravo nel costruire un gruppo competitivo riuscendo a individuare le ragazze ancora disponibili sul mercato. Il merito della compattezza che abbiamo oggi è però tutto loro: fin dal primo giorno hanno sposato la mia idea di calcio e la mia cultura del lavoro. Io non amo fare distinzioni tra calcio maschile e femminile — certo, ci sono differenze nei parametri di allenamento, ma il campo parla sempre la stessa lingua. Sono davvero fortunato ad allenare una squadra così seria, curiosa, attenta e dedita al lavoro. Stiamo diventando un gruppo vero, unito, e questo è l’aspetto che mi rende più orgoglioso”.
Un inizio strepitoso dove avete ottenuto il passaggio del turno di Coppa Italia e sei punti nelle prime uscite in campionato. Si aspettava questo inizio di stagione?
“Fin dal ritiro di Pescasseroli avevo avuto sensazioni molto positive. Ho capito subito che c’erano alcuni aspetti da migliorare, sia dal punto di vista tecnico che tattico, ma queste ragazze hanno dimostrato una straordinaria capacità di apprendere e mettere in pratica il lavoro mio e del mio staff. Ho la fortuna di avere accanto persone competenti e preparate, che ogni giorno contribuiscono a far crescere la squadra. I risultati ottenuti finora non sono frutto del caso: le vittorie in Coppa Italia e in campionato sono il risultato del lavoro quotidiano. Pink Sport Time e Palermo, secondo me, saranno tra le squadre protagoniste del campionato, quindi aver iniziato così bene è un segnale importante. Siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo restare umili: questi successi devono darci fiducia, non farci sentire arrivate”.
Nel prossimo turno farete visita alla neo promossa Rende, che match vi aspettate?
“Sarà una trasferta insidiosa perché, anche se il Rende nelle prime due giornate ha incontrato qualche difficoltà, non bisogna mai sottovalutare nessuno. Io mi fido solo delle mie ragazze: studiamo sempre le avversarie ma il focus resta su di noi. Siamo la Salernitana e dobbiamo imporre il nostro gioco, in casa come in trasferta, mantenendo equilibrio ma con la voglia di attaccare e fare la partita. A Rende andremo con serenità, determinazione e quella cattiveria agonistica che ci contraddistingue, con l’obiettivo di continuare a scrivere una pagina importante della storia della Salernitana Women”.
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Possiamo dire che insieme al Catania e il Palermo, anche se ha perso con voi, siete le candidate alla vittoria finale?
“All’inizio non eravamo certo tra le favorite. Le nostre avversarie sono squadre già strutturate e con alle spalle un settore giovanile consolidato. Per noi questo è un anno zero: le ragazze non devono sentire la pressione di un obiettivo che, al momento, non ci appartiene. Non siamo partiti per vincere il campionato, ma per migliorare la classifica dello scorso anno e crescere giorno dopo giorno. Se poi, strada facendo, ci ritroveremo a lottare per qualcosa di più importante, non ci tireremo certo indietro — anzi, spingeremo ancora di più sull’acceleratore”.
Da novellino nel femminile, cosa ne pensa del calcio femminile in generale e secondo lei cosa si può far ancora per portarlo al top con le altre nazioni europee?
“Le problematiche che sto riscontrando nel calcio femminile sono molto simili a quelle del maschile. Se vogliamo far crescere davvero questo movimento, dobbiamo partire dal basso, lavorando sulle più giovani affidandole a tecnici preparati. In questi primi mesi nel femminile ho notato che spesso manca la tecnica di base, quella si costruisce solo da bambine con il lavoro quotidiano e la cura dei dettagli.
Un altro aspetto fondamentale riguarda le strutture: purtroppo in Italia siamo ancora indietro anni luce rispetto ad altri paesi europei. L’anno scorso ho allenato in Georgia in Serie A e posso dire che lì hanno impianti moderni, campi e palestre a disposizione di tutte le squadre. Noi, alla Salernitana, siamo fortunati ad allenarci a Prepezzano, un’oasi felice, un vero paradiso. Credo che anche l’ambiente sereno che troviamo lì contribuisca alla tranquillità e all’atteggiamento positivo che le ragazze portano poi in campo”.







