Si è pronunciato sulla situazione attuale, e societaria, della Salernitana, l’ex presidente Aliberti. L’ex presidente della Bersagliera tra gli anni ’90, ed inizi anni 2000, si è proposto di aiutare l’attuale Patron granata, Iervolino, in caso di bisogno.
Aliberti si propone di aiutare Patron Iervolino
Aliberti, intervistato da OttoChannel, ha parlato della situazione attuale della società Salernitana, sottolineando come i problemi di oggi siano dovuti ad una sbagliata organizzazione gestionale passata:
«Ci deve essere una mente pensante unica, seduta su una poltrona prestigiosa che non si può affidare a nessuno. Siediti sulla tua sedia, devi stare lì. Con tutti i pro ed i contro. Uno striscione a favore, uno contro, gli applausi, i fischi. Fanno parte del mondo del calcio e di un sentimento che devi avere verso quella maglia, quella società, quella sedia. Ma io sono convinto che a Iervolino abbiano fatto vivere male questa esperienza, le persone che lo hanno circondato gli hanno spiegato cose che non esistono. E questo è il risultato. A volte si innamora, a volte la vede come un problema che gli provoca solo perdite economiche.
Io vorrei sapere perchè la Salernitana targata Iervolino non è mai nata. Posso capire il primo semestre, culminato con quella salvezza incredibile. Da lì doveva finire il ciclo precedente e nascere la sua Salernitana, tutti ex novo. Era tutto da azzerare. In ogni caso meglio di Iervolino, in questo momento, non ci sarebbe. Con un progetto serio, Salerno poteva essere come Como. Purtroppo Iervolino non è stato consigliato bene. Pur avendo speso tanto, dalla A è arrivato alla C. Non è colpa sua ma di tutto l’entourage che non ha prodotto. Pensiamo allo scorso campionato: Semifinale play-off, si riparte dalla C. Si doveva tirare una linea e ripartire da capo. Ma sempre con lui alla guida e consigliato da chi di calcio ne mastica veramente. I risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti».
«Vivere a Salerno ed essere presidente della Salernitana è quasi impossibile. Hai finito di vivere. La passione di Salerno è talmente grande che si trasforma in eccessi, positivi e negativi. Quindi il salernitano non si impegnerà mai.
Questa squadra ha buoni elementi, forse la condizione fisica non è ottimale. Bisogna capire lo spogliatoio come è. Non conoscendo la dinamica interna non si può giudicare. Ma in un campionato modesto, con un po’ di impegno in più, potrebbe far meglio. Ora anche contro la Scafatese non sarà semplice. Cosmi? Non l’avrei mai preso. Non mi permetto di fare critiche, è fuori dai miei modelli ma nulla di personale. È un mio parere. Non deve essere inteso come un’offesa”. Io ho giurato a me stesso, nel 2005, di non mettere più piede in uno stadio. Fermo restando che non sono mai stato invitato da nessuno. Ma io la mia passione me la coltivo da solo, me la tengo nel cuore. È come quando una donna ti caccia via e tu ne sei sempre più innamorato. La fibrillazione e l’adrenalina che mi ha dato la Salernitana è seconda solo alla nascita dei miei figli».







