La Salernitana riacciuffa in extremis il Savoia nel dodicesimo turno di campionato di serie C. Meola approfitta di una grave incertezza di Galeotti. Gli uomini di Di Bari pareggiano nel recupero con Lescano su rigore. Prestazione sottotono, Granata a quota 15 punti in classifica.
Salernitana-Savoia, Lescano nel recupero: Analisi del match
Allo stadio “Arechi” si gioca la dodicesima giornata di campionato di terza serie girone C. Salernitana reduce dal successo casalingo in rimonta sul Bari.
Mister Di Bari, all’esordio in pachina, ritorna sul modulo tattico 4-4-2 e recupera diversi infortunati dall’infrmeria, spedendoli in campo dal primo minuto. Llano, Heinz, Celiento e Anastasio sono disposti dinanzi a Galeotti. Capitan Tascone e Vitale a centrocampo, Villa a destra e Achik a sinistra presidiano le corsie esterne. In attacco Lescano è supportato da-D’Ursi.
Sul fronte torrese, mister Formisani si affida al consueto 4-2-3-1, con Nepi terminale offensivo, supportato dalla pericolosità di capitan Meola, Polizzi e Riccardi.
Circa 700 i sostenitori granata a seguito della Salernitana.
Primo tempo scialbo, risultato a reti bianche
La Salernitana inizia abbastanza bene e detta il ritmo della partita nella fase di avvio di gara, il Savoia agisce prevalentemente di rimessa.
Col trascorrere dei minuti i Granata provano ad agire sulle corsie esterne mentre gli ospiti cercano di sfruttare gli spazi in ripartenza. Un palo e un tiro velenoso di Martina le occasioni più pericolose del match nella prima mezz’ora.
Ritmi blandi, zero emozioni e zero tiri in porta. La Salernitana detiene principalmente il possesso della palla con passaggi corti e iniziative sporadiche dei singoli, quasi sempre con scelte inopportune e conclusioni velleitarie. Diversi corner e cross non concretizzati. Vitale fa la barba al palo.
Nella seconda fase il Savoia viene fuori dalla tana con personalità e i granata allentano la pressione. In una partita di sostanziale equilibrio, i torresi imperversano sull’out destra, dove Anastasio, anche ammonito, soffre in fase difensiva.
La Salernitana prova a compattarsi con le linee ma non riesce a manovrare e rendersi pericolosa in area di rigore, dove manca la zampata vincente. Il primo tiro nello specchio arriva al minuto 46 ad opera di Llano., Si va al riposo dopo due giri di lancette di recupero.
Secondo tempo, un’incertezza di Galeotti, rimedia Lescano
La Salernitana rientra sul terreno di gioco con una variazione di formazione: Cardoni subentra ad Anastasio. Villa si sposta nel ruolo di terzino sinistro, Achik trasloca sulla destra.
Si gioca sotto ritmo in avvio di ripresa, i Granata non capitalizzano le azioni negli spazi. D’Ursi, lanciato a rete, si fa ipotinazzare dal portiere Leonardo.
Al minuto 57 Di Bari opta per l’inserimento di Longobardi per un esausto Achik, ancora senza smalto dopo l’infortunio. Llano avanza sulla linea dei centrocampisti.
La Salernitana fatica a costruire gioco ed a trovare continuità in termini di intensità, i Bianchi reggono l’urto e ripartono, creando situazioni di pericolo alla retroguardia di casa. Di Bari capisce il momento di flessione e sostituisce Heinz e Vitale. Entrano in campo Capuano e Gyabuaa.
Ma l’inerzia della gara resta invariata. Salernitana un po’ più vivace ma non basta. Tanta frenesia, passaggi errati, confusione ad oltranza e poca capacità di creare gioco. Al 76esimo Tascone spedisce sul fondo un diagonale da buona posizione.
Ultimo avvicendamento del trainer al minuto 82: fuori Tascone, dentro Bevilacqua. La carta della disperazione. Ma arriva la doccia fredda: D’Ursi perde palla in attacco, Galeotti non trattiene un pallone lento e subisce la rete di Meola, col tacco. Clamoroso.
Nei minuti finali le energie evaporano, i granata provano a mettere i nervi. Longobardi sgambettato in area di rigore: il direttore di gara indica il dischetto. Lescano trasforma e la Salernitana pareggia.
Si gioca fino al 99esimo, quando arriva il triplice fischio dell’arbitro.
Conclusioni
Si conclude con un pareggio in extremis per i Granata il derby contro un Savoia mai domo. Nonostante il cambio in panchina non arriva la scossa, bensì un’altra prestazione ben al di sotto delle attese per Tascone e compagni.
Sotto accusa la condotta di gara nei 90 minuti per la improduttiva manovra prodotta, i ritmi di gioco blandi. i molteplici errori tecnici e gli svarioni in retroguardia. Salernitana mai veemente sul terreno di gioco nonostante l’importanza della partita, la necessità di conquistare i tre punti e rilanciarsi in classifica.
Difficile rappresentare una giustificazione al cospetto di una compagine di medio-basso livello e dagli ingaggi nettamente inferiori. Questo tipo di partite può rivelarsi insidioso se non affrontato con l’atteggiamento e le idee giuste fin dal principio. La Salernitana ha dimostrato nuovamente che le idee latitano, come latita anche una condizione atletica ottimale.
I ragazzi di Di Bari restano inchiodati a quota 15 lunghezze in classifica, ma almeno si evita per un pelo il quinto KO in campionato.
Il passo di avanzamento in graduatoria attualmente è di 1,36 punti a partita, sensibilmente al di sotto delle attese per gli obiettivi del club e della tifoseria, forse ai limiti per una salvezza tranquilla.
Il cambio di allenatore non ha portato per ora i frutti sperati, a differenza di altre piazze. Bisogna compattare le fila e ritrovare una giusta identità, fiducia in se stessi e voglia di fare.







