È morto Alex Zanardi, icona dello sport italiano e simbolo mondiale di resilienza. L’ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico si è spento il 1° maggio 2026 all’età di 59 anni, come annunciato dalla famiglia.
Un minuto per Alex Zanardi
La notizia ha scosso profondamente il mondo dello sport e non solo. In segno di lutto e rispetto, il CONI ha disposto un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive del fine settimana in Italia, coinvolgendo federazioni e associazioni su tutto il territorio nazionale.
Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha ricordato Zanardi come un
«Perdiamo un grande campione e un grande uomo, capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del CONI».
parole che sintetizzano l’eredità umana e sportiva lasciata da uno degli atleti più amati di sempre.
La sua scomparsa ha generato una vasta ondata di cordoglio: istituzioni, federazioni e atleti hanno voluto omaggiare un uomo capace di trasformare le difficoltà in straordinarie imprese sportive e umane.
La storia sportiva di Alex Zanardi
Nato a Bologna nel 1966, Alex Zanardi ha costruito una carriera unica nel panorama sportivo internazionale. Dopo l’esordio in Formula 1 negli anni ’90, raggiunse il successo negli Stati Uniti vincendo due titoli CART consecutivi nel 1997 e 1998.
Nel 2001 un gravissimo incidente sul circuito del Lausitzring gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Da quel momento, Zanardi riscrisse la propria vita sportiva diventando uno dei più grandi atleti paralimpici: conquistò quattro medaglie d’oro e due d’argento nel ciclismo handbike tra Londra 2012 e Rio 2016.
La sua carriera è stata un esempio universale di determinazione, coraggio e capacità di rinascita, trasformandolo in un simbolo ben oltre lo sport.
Un’eredità che va oltre lo sport
La morte di Alex Zanardi segna la scomparsa di un atleta straordinario, ma soprattutto di un uomo capace di ispirare milioni di persone. Il minuto di silenzio disposto dal CONI rappresenta un gesto collettivo per onorare una figura che ha incarnato i valori più autentici dello sport: sacrificio, passione e resilienza.







