Casertana e Salernitana si sono affrontate nel derby del “Pinto” valido per la 30ª giornata di campionato. Ecco le pagelle dei granata.
Casertana-Salernitana: le pagelle dei granata
Un derby dal sapore di play-off e che potrebbe valere il terzo posto tra Casertana e Salernitana.
Tante le mosse a sorpresa dei due allenatori, i quali non voglio mollare il gradino più basso del podio e vogliono arrivare a giocarsi la post-season con il miglior posizionamento e nelle migliori condizioni possibili. I rossoblù, reduci dalla scoppola di Siracusa, sono stati ridisegnati da mister Coppitelli con almeno un cambio per reparto: fuori Viscardi, Saco e Bentivegna, dentro Bacchetti, Toscano e Butic. Serse Cosmi, invece, risponde con diverse e importanti novità rispetto al pari interno col Catania: dentro Quirini, Anastasio, Tascone e Antonucci, fuori Longobardi (infortunatosi nel riscaldamento), Achik, Gyabuaa e Molina. Tradotto in parole povere, si cambia modulo: si passa dal 3-4-2-1 al 4-4-2.
La partita è terminata con la vittoria della Casertana per 1-0 grazie al gol di Butic al 37′. Padroni di casa che hanno anche sbagliato un rigore con Llano all’83’, ma ciò non ha impedito di fare loro il derby. Adesso la Salernitana è precipitata al quarto posto, superata in classifica dal Cosenza vittorioso a Potenza.
Donnarumma – Al 9′ deve ringraziare il palo che lo salva dal bolide dai 30 metri di Kontek, ma non può nulla sulla volée mancina di Butic. E se fosse entrato anche il tiro della domenica di Oukhadda in chiusura di tempo, avremmo visto uno degli uno-due più spettacolari di sempre. Nella ripresa, dopo aver sudato freddo sul tentativo dalla distanza di Butic, è riuscito a dire di no sul rigore in movimento e sul diagonale di Casarotto. Non benissimo in uscita alta sull’occasione mancata da Llano, ma si riscatta alla grande con il rigore parato sullo stesso laterale albiceleste. Se la Salernitana ha perso solo per un gol di scarto, il merito è soprattutto suo. 7.
Berra – Llano e Casarotto per lui sono degli incubi. Anche nella distribuzione del pallone è stato costantemente impreciso. 5.
Matino – Non una gara semplice la sua, dove ha lottato tanto con Butic non uscendone sempre vincitore. Da un suo rimpallo, infatti, è arrivato il gol dell’attaccante croato. Decisivo nella ripresa quando, insieme a Capomaggio, salva un gol praticamente fatto a Llano. Rischia tantissimo quando Saco gli soffia il pallone in area nel finale e manca il raddoppio per dettagli. Tanta generosità, ma troppi errori. 5,5.
Arena – Fa tremare la retroguardia granata con un retropassaggio di ginocchio che Donnarumma è riuscito ad intercettare appena in tempo prima dell’arrivo di Casarotto. Successivamente, si fa salvare dall’FVS sul fallo da rigore che aveva causato su Casarotto: per sua fortuna, l’attaccante rossoblù era in fuorigioco. È costretto ad abbandonare la contesa dopo un’ora per un problema muscolare. 5. Dal 60′ Golemic – Non fa una bella figura sulla chance sciupata da Llano, dove si fa saltare fin troppo facilmente dalla finta del laterale argentino. Per il resto, non ha avuto molto lavoro da fare. 5,5.
Anastasio – Tantissimi passi indietro rispetto alla brillante prova con il Catania. Tanti errori in fase d’appoggio, mai una discesa a conquistare il fondo per mettere qualche cross. Inoltre, non ha fatto una bellissima figura quando Llano gli ha borseggiato il pallone in area e ha sfiorato il raddoppio. 4.
Quirini – Un suo tiro deviato al 13′ poteva valere il vantaggio granata. Per il resto, si conquista qualche fallo e in proiezione offensiva è molto presente, ma difensivamente ha sofferto Llano e spesso ha peccato di precisione. 5,5. Dal 46′ Gyabuaa – L’unico che prova a giocare in verticale e ad avere delle idee chiare su cosa fare. La panchina iniziale è un mistero. 6.
Capomaggio – Nel primo tempo si fa notare per una grande chiusura su Kontek, ma dal punto di vista propositivo poco e niente. Nella ripresa, ci mette una pezza sul tentativo a rete di Llano insieme a Matino, ma sarà lui a causare, con una mano galeotta, il rigore procurato e sbagliato dallo stesso argentino. 5,5.
Tascone – Si è fatto notare per l’ammonizione presa per proteste in occasione del rigore causato da Capomaggio. Per il resto, né ha fatto filtro in mezzo al campo, né ha fornito palloni giocabili per gli attaccanti. Ectoplasma. 4.
Villa – Gara nervosa la sua, povera di spunti degni di nota. Condizionata anche dall’ammonizione presa in avvio, ma l’affiatamento con Anastasio non è stato lo stesso visto contro il Catania. 5. Dal 66′ Molina – Entrato per dare manforte in proiezione offensiva, non ne becca una. E nell’unica occasione in cui è riuscito a ricevere palla, nemmeno è riuscito a gestirla in maniera ottimale. Ingresso inutile. 4,5.
Antonucci – La sintesi del suo primo tempo è una punizione calciata in curva da buona posizione. Anche perché, dovessimo parlare del resto, dubito si riuscirebbe a trovare qualcosa di veramente rilevante tra controlli sbagliati e passaggi abbozzati. Davvero male in questa prima partita dal 1′. 4,5. Dal 46′ Achik – Due chance in campo aperto sprecate entrambe in posizione di fuorigioco. E sui cross, l’imprecisione è regnata sovrana, tanto da far andare Cosmi su tutte le furie per più di una volta. 5.
Lescano – Sfiora il gol di testa in situazione di calcio d’angolo nel primo tempo. In apertura di ripresa, si fa stoppare da De Lucia sull’ottimo suggerimento di Capomaggio. Nel finale, il portiere rossoblù si oppone ancora su un suo colpo di testa insidiosissimo. Poche occasioni, ma tutte di una certa rilevanza. Purtroppo, non è riuscito a pungere come avrebbe voluto. 6. Dall’85’ Ferrari – Pochi minuti in cui non è riuscito ad incidere, se non facendo fallo. s.v.
Cosmi – Difficile fare peggio di oggi. La Salernitana vista a Caserta è stata tra le più brutte della stagione e lo zampino ce lo ha messo anche lui con le scelte dell’undici iniziale, del modulo attendista contro una squadra altrettanto attendista e i cambi. La squadra è confusa e non ha idee e ciò sembra rispecchiare appieno la situazione in panchina. Il pari con il Catania aveva illuso tutti su un processo di “normalizzazione”, ora il dato impietoso vede 0 gol in due partite dove si è attaccato pochissimo e che hanno portato al sorpasso del Cosenza in classifica. C’è molto lavoro da fare. 5.







