La Salernitana sbanca il campo della Casertana 44 anni dopo l’ultima volta. Una vittoria preziosa per 3-2 quella del “Pinto” che permette ai granata di poter giocare il match di ritorno di mercoledì all’Arechi con un vantaggio importante di 2 gol di scarto (grazie anche al piazzamento in regular season) rispetto ai falchetti. Certo è che ci sono anche dei rimpianti, visto che, fino al 71′, gli uomini di Cosmi erano avanti di 3 gol.
Salernitana corsara a Caserta: granata rigenerati per 3/4 di partita
La Salernitana è tornata a fare la voce grossa come non capitava da tempo e lo ha fatto in uno dei momenti più importanti e delicati della stagione.
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Il 3-2 del “Pinto” mostra diverse chiavi di lettura, che vanno da: una Bersagliera mai vista così in palla durante l’arco della stagione, fino al rammarico per non aver conservato un vantaggio più ampio in vista del ritorno.
Cosmi è riuscito a trovare la quadra con il 3-4-1-2, sacrificando anche pedine importanti come Capomaggio, Gyabuaa e Achik dall’undici iniziale per una maggiore stabilità tecnico-tattica. Matino rileva l’indisponibile Arena, con Berra che parte dalla panchina per i postumi di un infortunio muscolare. Si rivede Villa sulla sinistra, mentre Inglese, ancora non al meglio, non viene rischiato dall’inizio.
I granata, per 70′, mostrano la loro versione migliore: squadra aggressiva, ispirata e soprattutto cinica. Le fasce, grazie all’enorme lavoro di Cabianca e Villa, vengono sfruttate a dovere con cross profondi che mettono in difficoltà la retroguardia casertana. Ferraris lavora bene tra le linee creando scompiglio senza perdere la sua letalità davanti la porta, mentre Ferrari e Lescano fanno valere tutto il loro affiatamento, il loro peso e i loro centimetri in area avversaria.
La Salernitana, infatti, riesce a trovare tre gol recitando un copione ben preciso: cross profondo sul secondo palo, sponda al centro e conclusione vincente in area. La parte della sponda ha conosciuto uno strappo alla regola soltanto in occasione della straordinaria spaccata di Ferrari che è valsa il raddoppio.
Il supporto costante sulle fasce è appannaggio anche dei braccetti, con Anastasio, Matino e il subentrante Berra che accompagnano l’azione fornendo il giusto supporto a Cabianca e Villa. Il 3-0 sembrava addirittura poco per quanto mostrato fino a quel momento, ma i demoni che accompagnano i granata da inizio stagione sono duri a morire.
20′ di blackout e discorso parzialmente riaperto: tra paura e distrazione
Gli ultimi 20′ + recupero al “Pinto” hanno mostrato i soliti problemi di tenuta mentale e di personalità che hanno caratterizzato gran parte del girono di ritorno della Salernitana.
La squadra, dopo 70′ di dominio, si siede un po’, quasi come se avesse staccato la spina. La Casertana, grazie anche agli ingressi di Llano, Kallon e Proia, riprende vigore e fa tremare la retroguardia granata. Il lato sinistro della difesa di Cosmi diventa terra di conquista per i falchetti e da lì arrivano le azioni che porteranno ai due gol. In particolare, il raddoppio di Butic ricorda troppo l’autogol di De Boer a Foggia per dinamiche, segnale che certi automatismi difensivi ancora non funzionano.
A livello di concetto, il primo gol della Casertana è stato addirittura peggiore: Oukhadda trova lo spazio per il cross grazie ad una chiusura pigra di Anastasio, mentre Tascone si perde imperdonabilmente Proia al momento del tiro in area. Una gestione del risultato tutt’altro che irreprensibile dovuta a 20′ di blackout totale, ma che non ha portato, ad oggi, tragiche conseguenze.
I cali di tensione che tanto hanno fatto penare la Salernitana nella gestione del risultato in questa stagione non dovranno ripresentarsi mercoledì. Molto ha inciso il clima da guerriglia alimentato dai falchetti a livello ambientale e agonistico, ma la fase attuale della stagione non concede tregue o tempo per rifiatare. I play-off, rispetto alla regular season, sono un universo a sé stante. Ogni errore può costare carissimo e la promozione in Serie B passerà anche dalla cura del dettaglio.
Sicuramente il cammino intrapreso è quello giusto, soprattutto se si pensa ai progressi registrati rispetto all’ultimo fresco precedente di Caserta. Manca giusto un ulteriore tassello per far sì che i granata diventino la mina vagante di questa post-season.








