Pagani ha vissuto una notte da ricordare nella sua notte del Centenario Paganese. Non è stato soltanto un appuntamento celebrativo legato alla storia di una società calcistica, ma una vera festa popolare capace di coinvolgere generazioni diverse. Per una sera, la città si è ritrovata unita intorno a quei colori azzurrostellati che da cento anni fanno parte della sua identità.
Centenario Paganese, il momento simbolico delle 19.26
Il momento centrale della serata è iniziato alle 19:26, orario simbolico che richiama il 1926, anno di nascita della Paganese. Dalla Villa Comunale è partito il corteo che ha attraversato Corso Ettore Padovano e via Marconi, trasformando le strade di Pagani in un lungo fiume azzurro.
Bandiere, cori, applausi e fumogeni hanno accompagnato il percorso fino a piazza Sant’Alfonso, dove la festa è entrata nel vivo. A rendere ancora più significativo l’evento è stata la presenza sul palco di mister Novelli, dello staff, del capitano De Nova, dei protagonisti della passata stagione e dei nuovi arrivati, tutti accolti dall’entusiasmo dei tifosi.
Non sono mancati momenti particolarmente emozionanti. Un applauso speciale ha accompagnato poi l’amministratore Filippo Raiola, protagonista di uno dei momenti più emozionanti della serata, quando ha condiviso con il pubblico parole capaci di toccare il cuore dei presenti. Ma il momento più suggestivo è arrivato con il Popolo azzurrostellato. Nel settore Distinti dello stadio “Marcello Torre” è comparsa la scritta “Popolo di Eroi, Patria immortale”, accompagnata dai numeri 1926 e 2026 e da sei simboli rappresentativi della storia del club. Un secolo racchiuso in una notte. Un viaggio fatto di vittorie, sconfitte, gioie e delusioni, ma soprattutto di un legame che il tempo non ha spezzato. Il Centenario Paganese ha dimostrato che, a Pagani, la Paganese è molto più di una squadra: è memoria, appartenenza e identità.







