La Salernitana si appresta a sfidare la semifinale del play-off di Serie C contro l’Union Brescia di Eugenio Corini: in virtù della sfida, noi di SalernoSport24 abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Alfredo Donnarumma. Il bomber classe ’90 ha fatto sognare a suon di gol i tifosi granata appena una decina d’anni fa, e la coppia che formava con Massimo Coda è rimasta nel cuore della maggior parte dei sostenitori. Ora, dopo diverse stagioni trascorse tra Serie A e Serie B con le maglie dell’Empoli, del Brescia, del Catanzaro, e della Ternana, ha militato (in prestito proprio dalla squadra umbra) nel Lumezzane.
Donnarumma: “Cuore a metà tra Salerno e Brescia”
436 partite, 154 gol, capocannoniere di Lega Pro e Serie B, attaccante esperto e piccole ambizioni da continuare a coltivare nei prossimi anni: il curriculum di Alfredo Donnarumma parla da sé e noi di SalernoSport24 abbiamo avuto l’onore di intervistarlo in qualità di doppio ex vista la sfida che si disputerà domani, domenica 24 maggio, allo stadio “Arechi” tra Salernitana ed Union Brescia. Con lui abbiamo fatto un viaggio nella sua carriera, dalle esperienze vissute a Salerno e Brescia, fino alla finale play-off di Serie C persa lo scorso anno con la Ternana.
La stagione si è appena conclusa: come è andata e che ambizioni hai per il futuro?
«È stata una stagione tagliata a metà, visto che l’allenatore verso gennaio mi ha messo fuori lista: un’annata particolare dato che è la prima volta che mi accade in carriera. È stata un’esperienza nuova per quanto mi riguarda: un po’ pesante, e dura, ma dopo una stagione così hai voglia di rimetterti in gioco alla grande. Dopo il fallimento della Ternana sarò svincolato».
Che partita ti aspetti tra Salernitana ed Union Brescia?
«Mi aspetto che sia una partita molto tirata sia all’andata che al ritorno: non credo che si possa decidere in una sola gara. In entrambi i casi sarà importante il fattore campo perché andare a giocare a Salerno è difficile. La Salernitana dovrà cercare di portare a casa un vantaggio, perché poi, al ritorno, a Brescia, troveranno le loro difficoltà in una piazza comunque molto calorosa».
Hai affrontato, seppur non in campo, l’Union Brescia in questa stagione: quali sono i punti di forza e di debolezza dei lombardi?
«Quando la abbiamo affrontata noi era in un momento non bellissimo (7 dicembre, Union Brescia 0-1 Lumezzane) perché veniva da un periodo particolare: ha vissuto momenti di alti e bassi durante il campionato, e non sono usciti i valori effettivi. Hanno tanti giocatori tecnici e che hanno gamba e, soprattutto, in attacco hanno Crespi, un ragazzo che ha delle qualità importanti e che può essere determinante nella partita».
Sono due piazze che hanno caratterizzato due momenti diversi della tua carriera: cosa ti hanno dato?
«Salerno e Brescia sono i due club che mi hanno dato più emozioni ed hanno segnato la mia carriera. A Salerno mi sono formato come uomo e calciatore ed ho vissuto dei momenti importanti, come la salvezza del primo anno che per me vale come se avessimo vinto un campionato. Mentre Brescia è stata la squadra dove ho fatto il capocannoniere in Serie B e dove sono riuscito a realizzare il mio sogno di giocare e segnare in Serie A. Il mio cuore è diviso tra questi due club».

Lo scorso anno hai vissuto i play-off con la Ternana fino alla finale persa contro il Pescara ai calci di rigore: cosa ti ha lasciato quel percorso?
«I play-off sono molto difficili e duri da affrontare. Nel momento in cui arrivi in finale raggiungi comunque un qualcosa di importante perché dopo tante partiti arrivi all’atto conclusivo. Ovviamente quando arrivi lì e perdi è brutto perché te la giochi fino alla fine. Lo scorso anno avevamo un organico importante e potevamo raggiungere la Serie B, però il calcio è fatto anche di tante situazioni particolari, anche fuori, e quindi questo contribuisce in maniera negativa. Ti porti un po’ di rammarico perché potevamo vincerla».
Hai giocato anche con de Boer, uno dei migliori di questo finale di stagione granata: che giocatore è Kees?
«Kees è un giocatore che ha tanta qualità, molto silenzioso ma che in campo si fa sentire. È un ragazzo serio che per la categoria ha qualcosa in più».

Ferraris, invece, era dall’altra parte: lui che impressioni ti ha dato?
«Ferraris ha sicuramente caratteristiche diverse, che possono dar fastidio e che può far svoltare le sorti di questa partita».








