Sei partenze e quattro nuovi acquisti hanno ridisegnato la rosa rossoblù. La tana della Feldi Eboli sembra ormai al completo, ma restano da definire alcuni tasselli dello staff.
Feldi Eboli, la nuova squadra per la stagione 2026-2027
29 luglio 2026 — La Feldi Eboli rinforza ancora le corsie con Emiliano Gastaldo. Il laterale classe 1998, impiegabile anche come centrale difensivo, arriva dopo le esperienze con Ecocity Genzano e Italservice Pesaro e aggiunge duttilità ed esperienza al reparto.
28 luglio 2026 — Nuovo innesto sulle fasce per la Feldi Eboli: ufficiale Riccardo Siddi, laterale classe 2001 cresciuto nella Leonardo e reduce dall’ultima stagione al Quartu C5. In carriera vanta anche le convocazioni con la Nazionale italiana.
La Feldi Eboli sembra aver ormai trovato la sua forma definitiva per la prossima stagione. Il club rossoblù ha salutato sei giocatori e inserito sei nuovi elementi, intervenendo in particolare tra i pali e nel reparto pivot.
La Feldi che si prepara alla nuova stagione non è quindi quella che ha portato in bacheca i trofei rossoblù. E se la rosa sembra definita, è ancora un work in progress il rinnovamento fuori dal roster: gli addii di Gennaro Varriale e Alessandro Grassi, lo staff attende di conoscere i nuovi incaricati alla preparazione atletica rossoblù.
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Tra i pali si riparte da zero
L’addio di Dal Cin ha chiuso un ciclo e lasciato spazio a una porta completamente rinnovata. Al fianco di Di Stanio, promosso a primo portiere, ci sarà Lorenzo Pietrangelo, con Sagarese a completa il gruppo dei portieri dopo il percorso nelle formazioni giovanili.
Le fasce ritrovano profondità
Era il reparto che aveva pagato il prezzo più alto delle partenze, ma il mercato ha progressivamente riequilibrato la situazione. Dopo gli addii di Calderolli, Gui, Lemos e Mateus, la Feldi è intervenuta con gli arrivi di Breno, Riccardo Siddi ed Emiliano Gastaldo, ai quali si aggiunge l’aggregazione del giovane Giordano dalla Feldi Under.
Le conferme di Selucio, Echavarria, Lavrendi e Felipinho, unite ai tre nuovi innesti, consegnano oggi ad Antonelli un reparto numericamente più profondo rispetto a quello delineato nelle prime settimane di mercato. Resta il confronto con la qualità e l’esperienza dei giocatori che hanno salutato Eboli, ma la società ha scelto di rinnovare le corsie puntando su profili giovani, duttili e con margini di crescita.
La zona pivot guadagna peso
L’uscita di Caponigro ha aperto una casella nel reparto, ma il mercato ha risposto con due nuovi innesti. Alle conferme di Venancio e Braga si sono aggiunti Matias Block e Mauro Marrazzo, portando a quattro le soluzioni a disposizione di Antonelli. L’argentino aggiunge esperienza e fisicità, mentre il classe 2004 arriva dopo una stagione da protagonista in Serie B. Un mix tra esperienza e prospettiva che rende la zona pivot, almeno sulla carta, il reparto più completo della nuova Feldi.
Il punto interrogativo fuori dal parquet
Se per la squadra il quadro sembra ormai definito, restano alcune caselle da chiarire sul fronte dello staff. Gennaro Varriale ha lasciato il ruolo di preparatore dei portieri, mentre Alessandro Grassi non sarà più il massofisioterapista della squadra. Al momento non sono ancora stati comunicati i rispettivi sostituti.
La nuova fisionomia
Il mercato della Feldi Eboli sembra aver tenuto conto delle difficoltà emerse nella parte finale dello scorso campionato. L’aumento delle alternative nel reparto pivot può essere letto alla luce degli infortuni che, con l’assenza di Venancio, avevano ridotto le possibilità di rotazione proprio nel momento decisivo della stagione. Una maggiore copertura potrebbe quindi aiutare Antonelli a gestire meglio un’annata lunga, tra campionato e coppe.
Il mercato sembra aver seguito una linea precisa: rinnovare senza rivoluzionare. Gli innesti hanno abbassato l’età media della rosa e compensato le partenze con profili già abituati ai campionati nazionali, mantenendo al tempo stesso la fiducia nel vivaio rossoblù con le aggregazioni di Sagarese e Giordano. La scommessa sarà capire se la crescita dei giovani e la duttilità del gruppo basteranno a sostenere tutte le competizioni senza ripetere le difficoltà della parte finale dell’ultima annata.







