Ciro Foggia è l’uomo d’esperienza su cui la Sarnese ha deciso di puntare nel mercato di gennaio. Attaccante navigato, cresciuto in piazze importanti come Cava, Messina, Arezzo e Scafati, Foggia ha scelto Sarno per rimettersi in gioco in un momento delicato della stagione. I granata non navigano nelle zone alte della classifica, ma arrivano da un periodo positivo che ha ridato fiducia all’ambiente. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sul presente e sul futuro.
Foggia: “Non ho esitato un attimo a dire sì alla Sarnese”
Ciro, sei arrivato alla Sarnese nel mercato di gennaio: quali sono state le tue prime sensazioni appena approdato a Sarno?
«La trattativa è durata pochissimo. Dopo la rescissione con l’Heraclea ho avuto tanti contatti, tra cui uno forte con la Paganese, ma la situazione si è complicata. Io aspettavo qualcosa di serio e concreto. Quando mi ha chiamato il direttore Dionisio, la domenica sera dopo l’Afragolese, il mattino seguente ero già in sede: non ho esitato un attimo. Mi hanno colpito l’ambizione della proprietà e del presidente, che ha un progetto a lungo termine ma anche grande umanità. Non è facile trovare entrambe le cose nel calcio».
La classifica si guarda oppure no in questo momento?
«Adesso non dobbiamo guardarla. Veniamo da un periodo positivo, abbiamo cambiato registro e secondo me potevamo anche fare nove punti nelle ultime tre partite. Ci teniamo stretti questi cinque perché servono per la salvezza. Il pareggio contro la Real Normanna su un campo difficile è stato importante, così come la bella partita contro la capolista Paganese. Mancano nove partite, 27 punti: ognuna deve pesare tantissimo».
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Foggia: “L’esperienza conta, ma serve mentalità”
Quanto conta l’esperienza in un gruppo che sta cercando di tirarsi fuori dalla zona play-out?
«Conta tanto. Non facevo una lotta salvezza dai tempi di Gragnano, ma anche da giovane ho vissuto situazioni simili che mi hanno formato. In questi momenti serve equilibrio e personalità».
Dal punto di vista della pressione, è più difficile vincere un campionato o salvare una squadra?
«È più difficile vincere, perché devi stare sempre sul pezzo e non puoi permetterti passi falsi. Per salvarsi una squadra deve conoscere i propri mezzi e lottare per raggiungere i 40 punti. Le aspettative iniziali magari erano diverse, ma nel calcio contano i fatti e i punti. A volte bisogna accettare un fallimento sportivo per poi crescere. Sono convinto però che il futuro verrà programmato in modo eccellente dalla società: il presidente è ambizioso, la dirigenza è forte e sono certo che, una volta raggiunta la salvezza, si getteranno basi solide per costruire qualcosa di importante».
Foggia: “Cava mi ha formato come uomo, ma ora penso a Sarno”
Hai vissuto piazze importanti come Cava, Messina, Arezzo. Vedi similitudini con Sarno?
«Ovviamente Cava, Messina o Arezzo hanno un potenziale enorme per tifoseria e storia. Però Sarno mi ricorda realtà come Scafati o Cerignola: ambiente familiare ma società forte e presente. Il presidente e il vicepresidente ci sono sempre vicini, vengono spesso a parlarci, e questo per noi calciatori è fondamentale».
Che ricordo hai dell’esperienza alla Cavese?
«Bellissimo. Sono stato lì due anni e mezzo, ho vinto un campionato da capitano che mancava da 18 anni. Ho un legame fortissimo, ho anche tatuato il simbolo della Cavese. Mi hanno fatto sentire importante e mi hanno completato come uomo e calciatore. Quando posso seguo sempre le loro partite».
Oggi la priorità è la Sarnese, ma ti rivedi in futuro in una piazza ambiziosa?
«Il mio obiettivo adesso è la salvezza con la Sarnese. Poi a fine anno il presidente e il nuovo direttore Scuotto faranno le loro valutazioni. Io voglio conquistarmi la riconferma a suon di prestazioni e gol sul campo e magari scrivere una pagina importante anche qui a Sarno».
Foggia: “Ai tifosi della Sarnese dico di continuare così”
Un messaggio per i tifosi granata?
«Nelle ultime settimane ci stanno dando una grande mano, vengono in massa allo stadio e anche agli allenamenti. Questo affetto quotidiano fa la differenza. Li invito a continuare così: noi daremo tutto per raggiungere al più presto la salvezza e magari, in futuro, toglierci insieme qualche soddisfazione importante».








