La redazione di SalernoSport24 ha avuto il piacere e l’onore di intervistare un doppio ex della sfida tra Trapani e Salernitana: Francesco Galeoto.
L’intervista di Francesco Galeoto ai nostri microfoni
Quest’oggi, domenica 12 aprile 2026, la Salernitana scenderà in campo per la 36ª giornata del Girone C di Serie C. I granata saranno ospitati dal Trapani allo Stadio “Polisportivo Provinciale” alle 14:30. Per l’occasione, la redazione di SalernoSport24 ha voluto intervistare Francesco Galeoto, doppio ex della sfida. L’ex terzino destro, acquistato a luglio 1997 dal Palermo, ha indossato la casacca granata per un anno e mezzo, per poi trasferirsi al Pescara nel gennaio 1999. Il siciliano vanta ben 36 presenze con la Bersagliera tra Serie B e Coppa Italia. Come molti ricorderanno, durante l’annata 1997-1998 la Salernitana conquistò una storica promozione in Serie A, di cui Galeoto fu grande protagonista con le sue strepitose cavalcate sulla fascia destra della formazione allenata da Delio Rossi.
L’esperienza di Galeoto con il Trapani, invece, risale alla stagione 1994-1995 nel Girone B di Serie C1. Ammontano a 37 le sue presenze con i trapanesi, condite anche da un gol. Sarà, dunque, una gara speciale per lui e avrà l’opportunità di riportare alla mente alcuni ricordi indelebili.
Innanzitutto, che gara si aspetta oggi tra il Trapani e la Salernitana?
«Sinceramente, non so che partita aspettarmi. Credo che il campionato sia falsato per le infinite penalizzazioni inflitte al Trapani e perché credo che la Salernitana non c’entri nulla in un contesto del genere. La Salernitana può vincere facilmente, il Trapani ormai trova difficoltà nel giocare dopo essere stato privato di ben 25 punti. Tuttavia, i giocatori fortunatamente riescono ancora a gettare il cuore oltre l’ostacolo».
Sta seguendo il campionato? La Salernitana ha possibilità di vincere i play-off?
«Seguo molto la Salernitana: è una mia ex squadra e lì ho fatto benissimo, ci tengo molto. Vedendola in Serie C e fare questi risultati, reputo molto difficile poter vincere i play-off; non perché la rosa non sia adatta, ma, purtroppo, l’ambiente non è sano. Salerno merita i migliori palconoscenici. I tifosi necessitano rispetto, specialmente dopo un campionato caratterizzato da innumerevoli alti e bassi».
Il Trapani sta vivendo un periodo economicamente difficile ed è stato privato di 25 punti in graduatoria. Come si può uscire da un calvario di questo tipo mentalmente e psicologicamente?
«Va ringraziato particolarmente mister Aronica. Sta facendo un lavoro straordinario, nonostante abbia avuto una marea di problemi. Se non dovesse arrivare ultimo e riuscisse ad agguantare i play-out, sarebbe già un miracolo. Tutti sono consapevoli che al Trapani mancano 25 punti conquistati sul campo».
Durante la sua carriera lei ha ricoperto il ruolo di terzino destro. La Salernitana ha mostrato varie lacune in quel reparto, cosa può fare per rimadiare a ciò in vista dei play-off?
«La Salernitana, ahimé, non ha problemi solo sulle fasce. È una situazione critica a 360°. Lo dirò sempre: la Salernitana non c’entra nulla con la Serie C, è stata tristemente condotta lì. Quest’anno meritava la Serie B, ma giocare in C non è mai semplice; il campionato è complicato, ci sono tanti grandi club, come il Catania, il Benevento, il Cosenza. La Salernitana deve pensare solo a costruire tutto da zero e la società deve essere sana; ormai non si capisce più chi la comprerà e la gestirà e questi sono anche problemi della squadra».
Lei ha vestito la casacca granata durante la stagione 1997-1998, annata della storica promozione in Serie A. Cosa nota di differente ad oggi rispetto ai suoi anni?
«La tifoseria è sempre stupenda: com’era allora, così è anche oggi. I tifosi sono straordinari e supportano costantemente la squadra. Il calcio, purtroppo, è cambiato, il nostro era più bello, ma, soprattutto, era vero. Ai miei tempi ci si allenava per la gara, ora, invece, ci sono solo video e tecnologia. Per questa ragione ad oggi non guardo molte partite, il calcio non è più quello di una volta».








