La redazione diSalernoSport24ha avuto il piacere e l’onore di intervistare un ex giocatore dellaSalernitana, che ha disputato i play-off di Serie C con la maglia granata:Francesco Montervino.
L’intervista di Francesco Montervino ai nostri microfoni
Quest’oggi laSalernitanascenderà in campo per la gara d’andata della Seconda Fase Nazionale deiplay-offdiSerie C. I granata ospiteranno ilRavenna; la sfida, andrà in scena allo Stadio “Arechi” di Salerno alle20. Per l’occasione, la redazione diSalernoSport24ha voluto intervistareFrancesco Montervino, il quale ha vissuto l’esperienza deiplay-offcon la maglia granata indiverseoccasioni. L’excentrocampista, acquistato ad agosto2009dal Napoli, haindossatola casacca granata per bencinquestagioni, collezionando128 presenzecondite da8 gole3 assist. In seguito all’esperienza con la Bersagliera, Montervinoappesegli scarpini al chiodo nell’estate del2014, dopo aver collezionatooltre400 apparizioni tra campi professionistici e non; la suaultimapartita in carriera fu proprio la sfidaplay-offtraFrosinoneeSalernitanadella stagione2013-2014, terminata2-0per i Ciociari e che condannò i granata all’eliminazioneal primo turno, dopo una stagione particolarmentecomplicata.
La Salernitana può vincere i play-off? Quali sono, secondo lei, le squadre maggiormente favorite?
«LaSalernitanaè tra lecandidateper la vittoria dei play-off. A livello diorganicoe disocietàè, senza dubbio, uno dei club più attrezzati. Credo, però, che se la dovrà giocare conaltresquadre, in particolareCatania,AscolieRavenna, un po’ più sotto rispetto alle prime due. È una competizione particolarmenteequilibrata; su 8 formazioni, almeno5potrebbero ambire alla promozione».
Cosa servirà alla Salernitana per battere il Ravenna?
«IlRavennaè una squadra forte, nonostante sia stata ripescata. L’anno scorso ha vinto laCoppa Italiae gode anch’essa di una proprietàprivilegiata. In rosa ha giocatori di taratura nazionale, comeOkaka,Viola,SpinieMandorlini; uomini così fanno ladifferenzain Serie C. La Salernitana dovrà disputare un doppio confrontonon indifferentese vorrà accedere alle semifinali».
Che ricordo ha del match play-off contro il Frosinone della stagione 2013-2014?
«Quella fu la miaultimapartita in carriera. È un ricordo doppiamentetriste: innanzitutto, purtroppo,nonpassammo il turno e perdemmo2-0a Frosinone; ma, è stata anche la miaultimagara. Per di più, qualche giorno fa è stato l’anniversariodi quel giorno, l’11 maggio 2014. Quel match sancì lafinedella mia carriera, che, per quanto mi riguarda, è statastraordinaria; perciò, non fu una giornata felice,conditadal mancato passaggio del turno».
Secondo lei, cosa mancò alla Salernitana quell’anno per poter fare il salto di qualità?
«Fu un’annataparticolare. Eravamo reduci da due campionati vinticonsecutivi: laSerie De laC2. Quell’anno ci venne chiesto un’ulteriorestep, ma vinceresubitoil campionato diC1, che ci avrebbe portato inSerie B, eraimpensabile. Non avere nemmeno unatranquillità gestionale, incide molto sullatestadei giocatori, ma questo fu solo uno deitantiproblemi. C’è anche da dire che quella squadranonera forte come quella di quest’anno; laqualitànon mancava, ma, ahimé, non eravamo forti».
Che differenze nota tra i play-off odierni e i play-off dei suoi anni?
«Oggi è unalotteria; se una squadra arriva settima oppure ottava, per ottenere lapromozionedeve vincere12/13partite, è praticamente unaltrocampionato. LaSalernitanafortunatamente ha chiuso il campionato terza, dunque deve disputare unminornumero di incontri. Tuttavia, ilplay-offè bello perché ti fasperareancora nellaSerie B, ma è pur sempredifficoltoso».















