L’ex difensore granata Claudio Grimaudo è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo per analizzare il momento della Salernitana in vista dei play-off. Nel corso dell’intervista, Grimaudo ha parlato dell’importanza dell’aspetto mentale in sfide così delicate, del cambio in panchina e dell’atmosfera che attenderà i granata tra il Pinto e l’Arechi.
Grimaudo: “Play-off? Ci vuole cuore e tanta grinta”
«Il clima play-off l’ho già vissuto, ad esempio nella finale del ’94 contro la Juve Stabia. Sono partite particolari perché, oltre a essere un derby campano, ti giochi anche la promozione in Serie B. In match del genere il gioco conta fino a un certo punto: bisogna scendere in campo con l’adrenalina e la mentalità giuste, mettendoci anche tanto cuore. Sono sfide diverse da quelle di campionato: non conta chi è più forte, ma chi riesce a esserci nel momento giusto».
«Sicuramente è stato un bene che la Salernitana abbia avuto tempo e lucidità per preparare i play-off. Mi auguro che la squadra vada al “Pinto” con la consapevolezza di poter vincere la partita. La Salernitana deve affrontare la trasferta di Caserta sapendo di essere una grande squadra, con la fame e la determinazione necessarie per conquistare il risultato».
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Grimaudo: “Sono contrario al cambio di allenatore. Vi spiego perché”
«Quando si cambia allenatore durante la stagione vuol dire che, probabilmente, qualcosa non ha funzionato fin dall’inizio. Bisognava programmare meglio, anche se nel calcio può succedere. Cosmi è un allenatore carismatico, uno che in queste categorie può dare tanto. Spero riesca a trasmettere alla squadra quella fame e quella voglia di raggiungere la Serie B. Si parte dal “Pinto”, che sarà una bolgia, e lì bisognerà portare a casa un risultato positivo, sapendo bene cosa potrebbe accadere poi all’”Arechi”. Personalmente sono contrario ai cambi di allenatore in corsa, perché alla fine in campo ci vanno i giocatori e il tecnico può incidere solo fino a un certo punto».
«Quando cambi allenatore, inevitabilmente responsabilizzi anche i giocatori. Per me conta soprattutto una cosa: chi indossa la maglia granata deve avere la consapevolezza di dover dare tutto quello che ha. Ho visto qualche partita con mister Raffaele e mi è sembrato che alla squadra mancassero grinta e voglia; in questi casi l’allenatore può fare poco. All’Arechi non puoi permetterti di pareggiare partite quando hai uno stadio pieno che ti trascina dal primo all’ultimo minuto».










