Ighli Vannucchi, ex centrocampista della Salernitana, si è raccontato ai microfoni di SalernoSport24. Ecco le sue parole.
Ighli Vannucchi a SalernoSport24
Arrivato a Salerno nell’estate del 1998 insieme a Marco Rossi, Ighli Vannucchi vive con la maglia granata una delle fasi più importanti della sua carriera, facendo esperienza in Serie A. Proprio con la Salernitana segna il suo primo gol nel massimo campionato, nella sfida contro il Bari, entrando nel cuore dei tifosi. Successivamente prosegue il suo percorso calcistico vestendo le maglie di Venezia, Empoli e Spezia, distinguendosi per tecnica, visione di gioco e personalità, caratteristiche che lo hanno sempre reso un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio.
Dopo un primo addio al calcio giocato, Vannucchi sceglie di tornare in campo nelle categorie minori, spinto dalla passione per il gioco. Nel 2024 annuncia ufficialmente il ritiro dall’attività agonistica, iniziando una nuova fase della sua carriera. Oggi è direttore tecnico dello Sporting Lucca 86.
Quando ripensa agli anni vissuti a Salerno, qual è la prima immagine che Le torna alla mente?
«Mi riaffiora l’emozione di un periodo estremamente intenso e passionale: dalla conferenza stampa con tantissimi giornalisti, allo stadio strapieno, fino ad una città incredibilmente viva , affacciata sul mare».
Cosa ha significato per Lei segnare il Suo primo gol in Serie A proprio con la maglia della Salernitana?
«È un ricordo indimenticabile: taglio come piaceva a Delio Rossi ed esultanza sotto la curva. Che nostalgia…».
La partita contro il Vicenza è rimasta impressa nella memoria di tanti tifosi: l’Arechi pieno, la speranza di salvezza ancora viva, e il Suo gol decisivo all’ultimo minuto. Quali emozioni ha provato in quei momenti?
«Abbiamo toccato il cielo per un attimo: quel pallone l’abbiamo spinto in rete tutti insieme».
Secondo Lei, nel corso degli anni si è assistito a una diminuzione dell’interesse e del coinvolgimento nel tifo calcistico in generale? Quali ritiene siano le ragioni di questo distacco, sia per Lei che per una parte del pubblico?
«Il calcio è cambiato, è un dato di fatto: più soldi, meno spettacolo e amore per questo sport. Seguo solo gli highlights su Youtube, il resto mi annoia».
Ha conquistato promozioni importanti: in Serie A con Venezia ed Empoli, e in Serie B con lo Spezia. Oggi la Salernitana è chiamata a risalire dalla Serie C: quale ritiene sia il vero segreto per riportare una squadra in alto? Che cosa servirebbe ai granata per ritrovare la Serie B?
«La cosa più importante è fare squadra, essere uniti verso un obiettivo. Ma questo non va fatto a parole, bensì con i fatti, in ogni allenamento. È faticoso, sì, ma solo chi riesce a creare tutto questo può compiere grandi imprese».
Dopo il ritiro ha scelto di rimettersi in gioco nelle categorie minori. Cosa L’ha spinta a tornare in campo quando ormai sembrava aver chiuso con il calcio giocato?
«Sono tornato perché amo giocare a calcio, come ho sempre fatto, senza pensare troppo ai soldi. Ora che ho finito, mi godo la mia scuola calcio: lo Sporting Lucca 86, nato a settembre».
Per concludere, si sente di darci un pronostico di Salernitana-Foggia?
«Non ne ho idea… ma spero che i granata riescano a conquistare i tre punti».








