La Salernitana stecca in casa contro il Crotone nel turno valido per la tredicesima giornata di serie C girone C infilando un altro risultato a reti bianche, il secondo consecutivo dopo Latina. I granata non riescono a rispondere alle vittorie di Catania e Benevento e perdono il primato in classifica.
Salernitana-Crotone: analisi del match
Il trainer Raffaele ripropone lo spartito tattico del 3-5-2 apportando delle variazioni all’undici titolare: il recuperato Cabianca, Golemic e Anastasio dinanzi a Donnarumma. In mediana il rientrante Capomaggio è affiancato da Tascone e Knezovic, Villa e Quirini presidiano le fasce. In attacco il tandem formato da Inglese e Ferrari. Ospiti agli ordini di mister Longo reduci da un buon ruolino di marcia in trasferta, dove hanno perso una sola volta.
L’Arechi si presenta con una buona cornice di pubblico (13.507 spettatori) nonostante il monday night. Terreno di gioco in condizioni perfette.
Primo tempo: paura per Villa, poi la noia
Nelle prime battute subito una tegola per i padroni di casa: in un violento scontro di gioco Villa deve uscire per un colpo al volto. Al suo posto Coppolaro, Anastasio avanza sulla linea di centrocampo. Per l’esterno mancino trauma cranico e taglio alla bocca, con ricovero precauzionale di una notte per osservazione.
La Salernitana fa la partita, Crotone pronto a ripartire in contropiede. Manca lo smalto in fase di ultimo passaggio. I calabresi sono ben disposti in campo, con tentativi ripetuti di costruzione dal basso.
I granata manovrano con ritmo piuttosto compassato. Le sponde dei due arieti non trovano efficacia in fase di recupero della seconda palla. I rossoblù controllano la fase difensiva in maniera piuttosto agevole.
Alla mezzora altro infortunio: Cabianca deve mordere ancora il freno, al suo posto Matino.
L’occasione più ghiotta del primo tempo arriva al 39esimo ma Tascone perde il tempo per la stoccata.
Dopo otto minuti di recupero il dato è inequivocabile: il primo tiro in porta arriva al 47esimo con Anastasio ma è debole per impensierire il portiere avversario. Il secondo dato è la linea disciplinare discutibile dell’arbitro Drigo che rinuncia alla somministrazione di cartellini gialli, favorendo la difesa aggressiva degli ospiti.
Secondo tempo: un gol annullato e poche emozioni
La ripresa inizia con altre due novità di formazione: fuori Quirini e Knezovic, entrambi evanescenti, per far posto a Di Vico e Achik.
Al minuto 63 il giallo sugli sviluppi di corner calciato da Achik: Ferrari sigla il vantaggio ma l’arbitro annulla dopo lungo check al video per un tocco di mano.
La Salernitana non riesce a trovare ritmo e guizzo, Raffaele prova a rianimarla inserendo Ferraris per un evanescente Inglese ad un quarto d’ora dal novantesimo. Ma i padroni di casa continuano a perdere una quantità importante di palloni in fase di costruzione.
Nel finale i granata provano a sfruttare maggiormente le corsie esterne, scodellando dei cross in area di rigore, ma senza impensierire il portiere Merelli. Il Crotone, dal canto suo, regala diverse palle i uscita a ridosso dell’area di rigore ma la Salernitana non ne sa approfittare peccando sempre nel passaggio decisivo.
I granata alzano sensibilmente la pressione solo nei minuti finali. In pieno recupero (8 minuti) Capomaggio su azione da corner spreca da due passi spendendo a lato. Marelli dice no ad un tiro sul primo palo di Ferraris. Ma è troppo tardi. Arriva il fischio finale dell’arbitro, autore anche di due inutili revisioni FVS. La Curva Sud Siberiano incoraggia la squadra nel post gara.
Alla tredicesima giornata la Salernitana infila il secondo pareggio consecutivo per 0-0 in campionato, conquistando un solo punto. Primo pari tra le mura amiche. Il Catania quindi sorpassa la Bersagliera.
Un pareggio che costa la vetta in classifica
Serviva la vittoria per restare in vetta davanti alle concorrenti principali, ma i granata non vanno oltre il risultato a reti bianche all’Arechi. Altro pari ad occhiali dopo quello maturato a Latina.
Il punto consente quantomeno di allungare la striscia utile e mantenere un margine minimo di vantaggio sul Benevento, corsaro a Foggia. Altra piccola scorta di provviste per il futuro ma la delusione per risultato e prestazione scialba sono innegabili. Raffaele punta sull’attacco pesante rinunciando al fraseggio garantito da Ferraris o Liguori. Solo nel finale i granata hanno mostrato buon ritmo e pressione, portando pericoli dalle parti del portiere crotonese. E’ mancata la fluidità di gioco e la concretezza negli ultimi sedici metri, forse anche una variante di soluzioni gioco nell’arco dei novanta minuti. La difesa ha garantito, invece, una certa solidità, non rischiando sostanzialmente nulla e marcando il secondo clean sheet consecutivo.
In alcune fasi, da rivedere con attenzione per i necessari correttivi da apportare, si sono manifestate delle inattese amnesie, al netto della pressione emotiva dal dover vincere a tutti i costi in posticipo e dagli infortuni di due colonne sugli esterni. Raffaele dovrà lavorare sugli errori e su nuove soluzioni tattiche per scardinare le difese ben disposte. Questa volta probabilmente non indovina l’undici iniziale e nemmeno i cambi, sebbene siano stati inevitabilmente condizionati dai due cambi inattesi nel primo tempo.










