La redazione di SalernoSport24 ha avuto il piacere e l’onore di intervistare un doppio ex della sfida tra Siracusa e Salernitana: Lorenzo Pasqualini.
L’intervista di Lorenzo Pasqualini ai nostri microfoni
Domenica 4 gennaio 2026 la Salernitana scenderà in campo per la prima gara dell’anno nuovo. I granata saranno ospitati dal Siracusa; la sfida, valida come 1ª giornata di ritorno del Girone C di Serie C, andrà in scena allo Stadio “Nicola De Simone” alle 14:30. Per l’occasione, la redazione di SalernoSport24 ha voluto intervistare Lorenzo Pasqualini, doppio ex della sfida. L’ex terzino sinistro, acquistato a gennaio 2014 in prestito dal Parma, ha indossato la casacca granata per soli sei mesi, per poi tornare nei Crociati una volta terminato il prestito. In seguito, durante il mercato estivo di quello stesso anno, si trasferì in Slovenia. Nonostante il breve soggiorno nella provincia campana, Pasqualini è ricordato particolarmente dalla tifoseria granata per le sue discrete qualità.
Sebbene la sua esperienza non sia stata longeva, Pasqualini vanta 6 presenze, condite anche da un assist, con la Bersagliera; ma, soprattutto, lui e suoi compagni hanno conquistato la Coppa Italia Serie C durante la stagione 2013-2014, rendendo meno amara un’annata complicata, terminata con l’eliminazione ai quarti di finale dei play-off, dopo il nono posto in classifica nel Girone B. A Siracusa, invece, dove ha giocato durante la stagione 2010-2011, ha collezionato 10 presenze, anche in quell’occasione nel Girone B di Lega Pro. Sarà, dunque, una gara speciale per lui e avrà l’opportunità di riportare alla mente alcuni ricordi indelebili.
Sta seguendo il Girone C di Serie C? La Salernitana può ambire alla vittoria del campionato?
«Sto seguendo il campionato, essendo un grande appassionato di calcio. La Salernitana ha tutte le carte in regola per giocarsi la vittoria del campionato; quest’anno, però, il Girone C mi sembra un po’ spaccato: ci sono 4/5 squadre forti, tra cui la Salernitana, il Benevento e il Catania che credo lotteranno fino alla fine, e poi ci sono le squadre di seconda fascia più attardate. È un torneo senza dubbio complicato per pubblico, ambiente e qualità delle rose. Vedo, però, la Salernitana in prima fila con altri club».
La sua esperienza a Salerno è stata breve, ma intensa. Cosa le ha lasciato quell’esperienza nel suo bagaglio calcistico?
«Sicuramente non dimenticherò mai il calore della curva e la passione della piazza. Prima del 2014 non avevo mai giocato all’Arechi; le prime volte sono state fantastiche. Ricordo che quell’anno, dopo che arrivai a gennaio, erano stati introdotti i play-off allargati; facemmo un cavalcata da forsennati per rientrare tra le prime 10. Purtroppo al primo turno incontrammo un Frosinone agguerrito, che aveva appena perso il campionato per un solo punto; in seguito quella corazzata arrivò in Serie A. Però, quella stagione conquistammo la Coppa Italia Serie C; è stato pur sempre un trofeo che ha reso indimenticabile quell’esperienza. Da un punto di vista sia calcistico che umano, sono stato benissimo a Salerno; sfortunatamente dopo pochi mesi il prestito finì. Ho vissuto delle emozioni fortissime».
Che sensazioni ha provato nel vincere un trofeo a Salerno e cosa ricorda di quell’evento?
«Vincere un trofeo è un grande traguardo. A quel tempo la Coppa Italia Serie C era una semplice coppa, ora, invece, ti offre vantaggio nei play-off. Nonostante questo, però, fu bellissimo. Giocammo la sfida di ritorno contro il Monza all’Arechi e segnammo l’1-1 decisivo all’87’, dopo aver vinto 0-1 a partita praticamente conclusa all’andata; lo Stadio era una bolgia. È stata una sensazione meravigliosa. Il campionato non si concluse come volevamo, ma la stagione nel complesso fu positiva. Ho ricordi stupendi».
Il Siracusa, invece, sta vivendo un momento particolarmente tortuoso sia calcisticamente che economicamente. La società ha ritardato più volte il pagamento degli stipendi e ora la squadra rischia una penalità in classifica. Cosa ne pensa e, secondo lei, verranno superati questi problemi?
«Se dovessi entrare nello specifico, non so cosa stia succedendo, ma, leggendo qualcosa, mi sono fatto un’idea anche io. Spero davvero che il Siracusa possa raggiungere un proprio stato di pace. Quando sono arrivato lì ero molto giovane; fu una delle prime esperienze lontano da casa. Non avevo ancora la maturità assunta a Salerno. Anche a Siracusa, però, sono stato trattato bene e ho ricevuto molto affetto. Non è la prima volta che in Serie C una squadra ritardi il pagamento degli stipendi o, addirittura, non arrivi a fine stagione, sono eventi usuali. Mi auguro che questa situazione si risolva, così da non creare irregolarità nel corso della stagione. Quando una società inizia a perdere stabilità ed equilibrio, si rischia anche di falsare il campionato. Siracusa e i siracusani meritano, però, benessere e felicità».
Lei ha ricoperto il ruolo di terzino sinistro durante la sua carriera, dunque conosce a pieno la fase difensiva. Proprio qui la Salernitana ha mostrato numerose lacune durante il girone d’andata; di cosa ha bisogno per poterle nascondere?
«Questo è un aspetto effettivamente importante. Il Catania, ad esempio, se non sbaglio, ha subito meno di 10 gol. È un problema che va sicuramente risolto; la Salernitana crea tanto, ma subisce troppo ogni partita. Credo, però, che sia un problema generale e non solo del pacchetto difensivo; sarebbe un po’ riduttivo far ricadere le colpe solo sui difensori. La squadra deve lavorare sulla compattezza; se subisci una rete durante una qualunque partita del girone di ritorno, in cui ogni punto è essenziale, l’avversario incomincia poi a coprirsi e a non concedere più alcuno spazio. Perciò, è fondamentale subire il meno possibile anche perché lì davanti non manca la qualità per segnare. Questa può essere la chiave per fare il salto di qualità che ti potrebbe permettere di vincere il campionato».










