Lorenzo Pirola ha rilasciato un’intervista a Fanpage.it. L’ex difensore della Salernitana, oggi all’Olympiacos, ha raccontato la sua carriera, soffermandosi anche sull’esperienza con la maglia granata.
Lorenzo Pirola: “A Salerno ho vissuto una stagione di grande crescita”
Pirola ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera in un’intervista a Fanpage.it. Ecco le dichiarazioni dell’ex difensore della Salernitana.
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«Sicuramente sono soddisfazioni importanti. L’Olympiacos è un club storico, con grandi ambizioni: abbiamo vinto il 48° campionato nel centenario, e ora giochiamo anche in Champions League. A gennaio ci sarà la Supercoppa, quindi puntiamo a vincere ancora».
«La Serie A è più competitiva tra le squadre di medio-bassa classifica, quindi anche le partite ‘facili’ sono dure. In Grecia, invece, il calcio è più aperto, le squadre hanno stili diversi, c’è più libertà offensiva. Anche i derby sono molto sentiti, specialmente quello con il Panathinaikos: un’esperienza incredibile sia in casa sia in trasferta».
«Giocare con l’Inter a 18 anni è un sogno. Durante l’anno mi allenavo sempre con la prima squadra, e il mister mi ha dato fiducia per l’esordio. Fu un suo premio per il modo in cui mi ero comportato durante tutto l’anno. È stata una soddisfazione enorme».
«Monza è stata la mia prima vera esperienza tra i grandi. Il primo anno ho giocato poco, ma nelle ultime partite ho colto le mie occasioni. Il secondo anno ho avuto problemi fisici, con interventi al ginocchio e altre difficoltà, ma sono riuscito a giocare da titolare nei play-off, contribuendo alla storica promozione in Serie A. È stato un periodo fatto di alti e bassi, ma con un finale molto dolce».
«Salerno è stata una stagione di grande crescita. Il primo anno ho trovato continuità, soprattutto con l’arrivo di Paulo Sousa. Il secondo anno, invece, è stato complicato: siamo partiti male e purtroppo siamo retrocessi. Affrontare una retrocessione è difficile mentalmente, soprattutto in una piazza calda come Salerno, dove i tifosi ti seguono ovunque».
«Sicuramente tra i difensori più esperti dell’Inter ho avuto ottimi punti di riferimento: Godin, Skriniar, de Vrij. Per il loro modo di comportarsi in campo e nello spogliatoio. Come idolo mi sono sempre ispirato a Sergio Ramos, soprattutto per la sua personalità e il carisma».









