Il nuovo tecnico dell’Ebolitana Calcio, Luigi Pezzella, fa il punto dopo il ritiro e traccia la rotta per la stagione in Serie D. Una squadra profondamente rinnovata, una rosa ancora da completare e un avvio subito intenso tra Coppa Italia e campionato. L’intervista in esclusiva per Salernosport24.
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ToggleEbolitana, è tempo di esordio. Le parole di mister Pezzella
L’Ebolitana entra nella nuova stagione con un obiettivo preciso. Luigi Pezzella, alla guida della formazione biancazzurra dopo la promozione in Serie D, ha parlato delle condizioni della squadra, degli obiettivi stagionali e del mercato ancora da completare. Spazio anche al Girone H, all’imminente sequenza di derby contro Sarnese e Nocerina e al suo ritorno nel calcio salernitano, dopo l’esperienza da calciatore nella stagione della promozione granata in Serie B.
Mister, come sta andando il ritiro?
«Abbastanza bene, abbiamo fatto un ottimo ritiro. La cosa più importante è che non abbiamo avuto infortuni muscolari, un pochettino di affaticamento, ma penso sia la normalità, avendo fatto due settimane piene, quasi sempre con doppi allenamenti. Sono molto soddisfatto del lavoro dei ragazzi».
Cosa l’ha convinta a venire all’Ebolitana proprio adesso, nell’estate della promozione? E cosa le ha chiesto la società quando l’ha scelta?
«Sicuramente mi ha convinto chi mi ha chiamato, i direttori sportivi, che sono uomini di calcio. Ovviamente non abbiamo lavorato insieme, però li conoscevo, stando nel mondo del calcio da tanti anni. Sono persone che hanno sempre fatto i professionisti, comunque gente competente. Ma io conoscevo anche l’ambiente di Eboli, giocando a Salerno. So che è una piazza calda e quindi mi ha convinto questo.
Diciamo che c’erano i presupposti per accettare questa sfida, perché è una sfida. È una neopromossa dove ci saranno anche momenti di sofferenza, ma noi ci dobbiamo salvare anche all’ultimo secondo. Quello che mi ha chiesto la società è cercare di salvarci e cercare di mantenere la categoria».
Quindi l’obiettivo per questa prima stagione in Serie D è la salvezza?
«Assolutamente sì. Ci sono piazze blasonate, società che fanno investimenti importanti. Noi dobbiamo cercare a tutti i costi di salvarci. Sarà complicato, molto, però ci sono tante cose positive. Ovviamente dobbiamo migliorare, è una squadra tutta nuova, quindi c’è bisogno di tempo e c’è bisogno dell’aiuto di tutti: della stampa, della società, della tifoseria soprattutto, perché è un campionato molto complicato».
Il Girone H è considerato uno dei più duri della Serie D, con diverse piazze dal passato importante: come lo avete studiato e quali avversarie la preoccupano di più?
«Io vengo da questo girone, che ho finito due mesi fa a Manfredonia, e ti posso dire che non esistono partite facili. È un girone complicato per questo: non c’è una squadra materasso, non c’è una squadra dove una domenica è una partita semplice o magari puoi stare più rilassato, perché non sarà così. Sarà un campionato molto difficile, molto, molto duro».
C’è stato un grande turnover nella squadra, con più di venti nuovi acquisti. Il 3-4-3, che l’ha sempre contraddistinta, è stato il criterio con cui è stata costruita la rosa?
«Diciamo che io non sono molto legato al sistema di gioco. Mi piace giocare con questo sistema di gioco, il 3-4-3, e lo sento più mio, però è normale che io non sia un integralista. Mi piace che i giocatori si possano esprimere al meglio, perché se vedo delle difficoltà e devo cambiare, non ho problemi a cambiare».
È qualcosa che ha potuto considerare già in questo ritiro? C’è qualcuno che l’ha sorpresa in positivo in questi primi allenamenti?
«Diciamo che tanti giocatori li conoscevo, quattro giocatori hanno cominciato con me l’anno scorso. Gli altri non li conoscevo. Sicuramente il ritiro serve a questo, per capire, perché poi i giocatori vanno allenati. È normale che abbiano determinate caratteristiche. Qualche giocatore che non conoscevo mi ha sorpreso in positivo.
C’è da lavorare tanto, perché è una squadra tutta nuova, quindi c’è bisogno di tempo, di amalgama. C’è bisogno di mettere dentro ancora qualcosa, perché la società lo sa, non siamo ancora al completo. Però spetta ai direttori fare il mercato, io ho grande fiducia in loro. Ci vogliamo salvare, quindi bisogna alzare il livello».
Parliamo del prossimo ingresso in campo: già la prossima settimana si inizia con la Coppa Italia contro la Sarnese, poi, in caso di vittoria, la Nocerina. E subito dopo ci sarà comunque la prima di campionato con la Nocerina. Come state vivendo questo inizio di stagione così intenso?
«Io sono consapevole che ci sono piazze importanti dove hanno fatto investimenti. Sia la Sarnese che la Nocerina devono fare un campionato diverso dal nostro. Sono due società che puntano a vincere il campionato, noi dobbiamo fare un campionato diverso, ci dobbiamo salvare. Ma sicuramente ci andiamo a misurare con tutti quanti, con la massima serenità.
È normale che i primi test servano anche a me per capire, quando arrivano i momenti di difficoltà durante la partita, come risponderà la squadra. Perciò ti dicevo che la squadra va conosciuta nei momenti di partita un pochettino più complicati. Sono felice, nel senso che se andiamo subito a competere con una realtà come la Sarnese, in Coppa Italia, di un valore altissimo, vediamo a che punto stiamo».
Il suo arrivo a Eboli rappresenta anche un ritorno nel calcio salernitano, dopo l’esperienza da calciatore con la Salernitana nella stagione della promozione in Serie B. Che rapporto conserva con quella piazza?
«Io posso solo avere un ricordo positivo di Salerno, perché quando si vince un campionato dalla C alla B si vive un’annata straordinaria. È un posto che rimane nel mio cuore e mi fa piacere essere entrato nella storia della Salernitana 2014-2015. È sempre un piacere ritornare dove si è vinto, soprattutto dove si è stati bene.
La Salernitana l’ho sempre seguita, perché sono molto legato alla piazza. Mi ha fatto provare grandi emozioni, perché vincere a Salerno ha un sapore diverso dalle altre realtà. La seguo sempre con grande passione: è una piazza che merita altre categorie, non è una frase fatta, è la verità. Spero che prima possibile riesca a uscire da questa categoria, che non le appartiene».
Un’ultima domanda. Abbiamo detto che non ci sono partite facili, ma c’è una data specifica, una gara in particolare che sta aspettando come banco di prova per la nuova Ebolitana?
«La mia data la vorrei dare all’ultima di campionato, con la salvezza. Mi auguro anche prima, ma anche se ci salviamo all’ultimo secondo dell’ultima giornata per me va bene».








