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Il 2025 della Salernitana: archiviata una dolorosa retrocessione

by Redazione
31 Dicembre 2025
in Frontpage, Salernitana
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©️ Carlo Giacomazza

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La Salernitana si lascia alle spalle un nefasto 2025 condito dalla retrocessione in terza serie dopo dieci anni dall’ultima volta. I granata, nell’arco dell’anno solare, si sono visti catapultare in Serie C dopo l’esito sfavorevole del play-out contro la Sampdoria.

Salernitana, il recap del 2025

La Salernitana si lascia alle spalle il secondo scottante e deludente anno solare e spera in un 2026 che possa portare la squadra, ora allenata da Giuseppe Raffaele, al riscatto. Dopo la retrocessione maturata nel 2024 dalla Serie A alla Serie B, i granata non sono riusciti a difendere la categoria, scivolando in Serie C al termine del play-out beffa contro la Sampdoria.

Nella seconda metà dell’anno, il gruppo squadra è stato totalmente rivoluzionato dal nuovo direttore sportivo Daniele Faggiano e ha concluso il girone di andata con una vittoria sul Foggia e al terzo posto in classifica, a tre punti della coppia di vertice formata da Catania e Benevento.

L’arrivo di Valentini e Breda

L’anno solare ha avuto inizio con l’arrivo a Salerno del direttore sportivo Marco Valentini e del tecnico, ed ex bandiera granata, Roberto Breda. Il 2024, chiuso con la sconfitta beffarda in quel di Catanzaro condita da una rete siglata a tempo scaduto e poi annullata a Hrustic, aveva portato in dote l’esonero del direttore sportivo Petrachi e alle dimissioni del tecnico Colantuono (a sua volta subentrato all’esonerato Martusciello). I granata, al giro di boa, si sono presentati con soli 18 punti in classifica e in piena zona retrocessione diretta, a -1 dal primo posto utile per i play-out ma a sole due lunghezze dalla salvezza diretta.

Il mercato di gennaio

Il 4 gennaio scorso, durante la presentazione dei due nuovi volti incaricati a portare la squadra alla salvezza finale, l’allora amministratore delegato Maurizio Milan fu chiaro con la stampa: «Siamo davanti ad un’annata di transizione e i risultati non ci stanno premiando, la scelta di Breda è dettata dal suo curriculum e della sua esperienza».

Il neo ds granata durante il mercato di gennaio prova a rinforzare la squadra: a Salerno arrivano Raimondo in prestito dal Bologna, Cerri dal Como, Christensen dalla Fiorentina, Zuccon dall’Atalanta, Caligara e Lochoshvili dalla Cremonese, Girelli dalla Sampdoria e Guasone dall’Estudiantes. A far spazio ai nuovi acquisti, sono stati Sfait, Valencia, Torregrossa, Maggiore, Dalmonte, Fiorillo, Velthuis, Kallon e Antonio Pio Iervolino.

Durante l’ultimo giorno di mercato, il diesse granata ha cercato, invano, di portare in dote al tecnico Breda anche un altro attaccante: si è infatti cercato di ottenere il prestito di Russo dal Sassuolo poi andato al Cesena. Sempre sul gong si è cercato di ottenere il prestito dall’Udinese del difensore classe 2004 Guessand, la trattativa è poi saltata proprio negli scampoli finali di mercato. Simy non gradisce le destinazioni estere e rimane a Salerno anche al termine di questa sessione di mercato.

Il Breda-bis

Pronti via e la Salernitana torna subito in campo per la prima di ritorno contro il Sassuolo, schiacciasassi del campionato. I granata, sotto per 2-0 al cospetto della capolista, hanno anche il merito di riaprirla con il primo gol in campionato di Alberto Cerri ma non riescono a trovare punti nella prima del 2025.

La settimana dopo, i granata si impongono per 2-1 contro la Reggiana in un importantissimo scontro diretto per la salvezza. La gara, che sembrava essersi messa sui giusti piani dopo l’espulsione di Ignacchiti, vede i granata addirittura andare sotto per 0-1 in superiorità numerica con un gol di Vido, per poi riuscire a ribaltare e vincere al 100′ su calcio di rigore trasformato da Alberto Cerri al terzo gol in due gare. La Salernitana, però, non ingrana e cade anche a Pisa, nonostante la superiorità numerica per settantacinque minuti.

Nel weekend successivo è Christensen show all’Arechi: la Salernitana si rialza subito e con un gol di Raimondo ritrova la vittoria contro la Cremonese, ma ai fini del risultato è decisiva una prestazione superba dell’estremo difensore di proprietà Fiorentina decisivo con almeno 4-5 parate formidabili per la vittoria finale.

Mal di trasferta

Roberto Breda e il gruppo squadra cercano continuità ma continuano a rendersi protagonisti in trasferta di prestazioni scialbe. I granata pareggiano 0-0 a Brescia e sono attesi dalla doppia trasferta di Carrara. Anche in terra toscana il “mal di trasferta” non fa eccezione e addirittura la squadra di Calabro ne fa tre in un tempo: solo una reazione, più disperata che tecnica, alleggerisce il punteggio al 3-2 finale. Al “Dei Marmi” è crisi nera.

La settimana che porta al fondamentale scontro diretto contro il Frosinone è cocentissima in casa Salernitana, in quanto la gestione Breda continua a non convincere ed emerge il malcontento della piazza per uno spettro doppia retrocessione che continua ad aleggiare nell’ambiente. Pessimo anche l’approccio alla gara spartiacque contro i ciociari: gli uomini del neo tecnico Bianco vanno avanti nel primo tempo ma poi si ritrovano addirittura in nove. Ghiglione pareggia al 63′ e i ciociari senza Kone e Di Chiara espulsi resistono e portano a casa un punto di fondamentale importanza per la classifica finale. La Salernitana non vince più ormai da tre turni.

Contro il Cesena la squadra di Breda mette in mostra la prima vera prestazione importante del suo mandato bis a Salerno e ha la migliore dell’occasioni per portarsi in vantaggio e far sua la partita. La Salernitana conquista un calcio di rigore ma dal dischetto il portiere romagnolo Klinsmann ipnotizza Cerri a pochi minuti dalla fine. I romagnoli pochi minuti dopo vanno a segno con capitan Prestia e la chiudono nel finale con l’ex di turno Antonucci. La Salernitana rientra dalla Romagna con la miglior prestazione dell’era Breda ma con un risultato ampiamente immeritato.

L’illusione Modena e l’esonero

La Salernitana riconferma l’assetto tattico protagonista della buona prestazione di Cesena e riesce nell’intento di portare a casa l’intera posta in palio contro il Modena. I granata vincono contro i canarini per 1-0 con un gol firmato da Roberto Soriano, che arriva dopo la revoca di un calcio di rigore a favore degli ospiti.  I granata sono ora penultimi a 29 punti, a tre distanze dal gruppo formato da Mantova, Sampdoria, Cittadella e Frosinone tutte in lotta per la salvezza.

Alla 30ª la Salernitana fa visita al Bari al “San Nicola”: con i galletti il risultato finale è uno 0-0 remissivo e condito di paura. Quello maturato a Bari è l’ultimo punto di Roberto Breda sulla panchina della Salernitana. I granata alla 31ª perdono tra le mura amiche contro il Palermo per 1-2 e poi soccombono anche nel derby di Castellammare di Stabia. Al “Menti”  i granata restano in dieci per l’espulsione di Njoh e vanno sotto con un gol di Fortini lasciato solo dalla difesa. La Salernitana ci prova e con Ferrari riesce a pareggiare ma l’arbitro annulla la rete per un tocco di mano del difensore. Emblema del momento in casa granata è l’ingresso nel ruolo di attaccante di Guasone, in teoria un difensore, nel finale di partita come unica presenza della sua parentesi semestrale a Salerno.

Breda viene sollevato dall’incarico poche ore dopo il termine della gara con la Salernitana penultima con 30 punti in 31 giornate di campionato. Negativo il bilancio del tecnico: in 12 partite tre le vittorie, tre i pareggi e sei le sconfitte.

L’arrivo di Pasquale Marino

Il direttore sportivo Valentini decide di affidarsi al tecnico siciliano Pasquale Marino, che nel prepartita di Salernitana-Sudtirol afferma: «Questa squadra dovrà lottare fino al 90’ dell’ultima giornata, poi dipenderà anche dai risultati degli altri. In ogni partita bisognerà dare il massimo». Inizia così l’ultima parte di stagione in casa granata.

Marino parte immediatamente bene e da il giusto imprinting alla squadra: la Salernitana vince il delicato scontro diretto contro il Sudtirol per 2-1 con le reti decisive di Ghiglione e Ferrari. Il 21 Aprile 2025, complice la scomparsa di Papa Francesco, il calcio si ferma e con esso anche la trasferta che attendeva la Salernitana protagonista in quel di Cittadella di un delicatissimo scontro diretto il giorno di pasquetta.

La Salernitana prende al balzo l’opportunità della “doppietta” casalinga e batte anche il Cosenza, con un 3-1. Decisive le reti di Corazza, Tongya e Ferrari, arrivate tutte nella ripresa. La cura Marino funziona e i granata, per la prima volta da dicembre a ora, sono fuori anche dalla zona play-out con 36 punti in classifica.

Il 1° Maggio ad ostacolare le rinnovate ambizioni salvezza dei granata c’è lo Spezia di mister D’Angelo. La prima trasferta di Marino da allenatore della Salernitana si conclude con una sconfitta per 2-0 contro i liguri in piena lotta con il Pisa per la promozione in massima serie.

La Salernitana deve necessariamente battere il Mantova, che in classifica è quattro lunghezze avanti i granata e sperare in qualche risultato favorevole dagli altri campi: dopo un primo tempo di grande sofferenza i granata passano avanti con una perla da fuori area di Amatucci e poi chiudono l’incontro a tempo scaduto con Simy. La Salernitana trionfa 2-0: gli uomini di Marino sono nuovamente fuori dalla zona retrocessione diretta in vista del delicatissimo scontro diretto contro la Sampdoria.

La settimana successiva, in un Marassi gremito e colorato di blucerchiato la Salernitana perde una gara da dentro o fuori: a decidere l’incontro è il blucerchiato Meulensteen con un preciso colpo di testa in buca d’angolo. La Salernitana non reagisce, accusa il colpo e nella ripresa si butta in area blucerchiata più con disperazione che con reali convinzioni di farcela. Ora è nerissima: la Salernitana è obbligata a vincere a Cittadella e deve sperare che almeno una tra Brescia, Sampdoria e Frosinone non faccia lo stesso.

Cardiopatia veneta

Il clima surreale del “Tombolato” resterà impresso nella memoria di chi ha vissuto quei momenti. A Cittadella regnava un silenzio tombale. La Salernitana parte bene e Hrustic con un perfetto calcio di punizione manda in estasi i 1200 salernitani accorsi per l’occasione in terra veneta. Dagli altri campi i risultati non sono certo rassicuranti: il Brescia fa il suo e ipoteca la vittoria già nel primo tempo, il Sassuolo fa da sparring partner a un Frosinone più motivato mentre resiste solo la Juve Stabia all’assedio della Sampdoria.

La Salernitana mette in ghiaccio la partita contro un Cittadella mai realmente pericoloso e chiude il 2-0 finale con Simy mentre i tifosi granata sono tutti con la radiolina in mano ad aspettare l’esito finale della gara di Castellammare di Stabia. Niang da zero metri colpisce il portiere campano e si divora il gol salvezza: i granata devono affrontare il Frosinone ai playout con lo svantaggio del peggior piazzamento in classifica. La Sampdoria retrocede sul campo in Serie C per la prima volta nella sua storia insieme al Cittadella e al Cosenza.

La vicenda play-out

La Salernitana alla fine è retrocessa, e lo ha fatto nel peggior dei modi possibili punita oltremodo i suoi evidenti demeriti. Mister Marino, nell’immediato prepartita di Salernitana-Frosinone, andata del doppio confronto play-out, parlava così: «Pensavo che, in base all’andamento del campionato, con dodici punti ci saremmo salvati ma ci sono stati dei risultati a sorpresa. Tante squadre si sono tirate fuori e la quota salvezza è aumentata. Adesso abbiamo l’opportunità Frosinone e ora dobbiamo sfruttarla»

Quella gara, però, non si è mai giocata in quanto poche ore prima la sfida di andata sono emerse presunte irregolarità nei pagamenti di stipendi e contributi da parte del Brescia riscontrate dalla Procura Federale. I lombardi vengono penalizzati di quattro punti e la Sampdoria, dopo un iniziale stato di attesa, viene ufficialmente delegata a disputare gli spareggi contro la Salernitana.

La squadra di Marino di fatto ai play-out non è mai stata in partita: all’andata a Marassi è 2-0 per i blucerchiati con il solito gol di Meulensteen e il gol beffa di Curto all’86’. Di fatto, la rete del centrale difensivo ligure, chiude la contesa già all’andata.

Al ritorno è partita solo per pochi minuti: Ferrari trova la rete dell’1-0 ma viene annullata dal VAR. Alla Salernitana non viene concesso un rigore su Soriano e i blucerchiati vanno avanti con l’ex di turno Coda allo scadere del primo tempo. La partita non arriverà mai alla sua reale conclusione: i blucerchiati con Sibilli vanno al 4-0 complessivo e poi entrano in scena i sostenitori locali che vandalizzano lo stadio lanciando seggiolini in campo e causando la sospensione della gara. L’arbitro Doveri decreta la fine anticipata dell’incontro per intemperie ponendo fine a uno dei decenni più gloriosi dell’ultracentenaria storia della Salernitana.

La reazione alla retrocessione

All’indomani della retrocessione in Serie C, il proprietario Danilo Iervolino rompe il silenzio con un’intervista al Corriere dello Sport in cui illustra i piani per il futuro del club. Il patron granata esclude qualsiasi ipotesi di disimpegno e rilancia con forza il progetto Salernitana: «Non penso affatto alla resa. Penso alla ricostruzione. Questo è il tempo della riflessione, certo, ma anche della determinazione. La Salernitana non può finire qui. C’è una ferita, ma anche una voglia profonda di riscatto. Ripartiremo con idee più chiare, con basi più solide, con scelte coerenti. A chi spera che io molli, rispondo che non ho mai amato le uscite di scena. Amo le sfide, e quella che mi attende oggi è forse la più dura, ma anche la più autentica. Perché chi ama davvero, resta. E io rimango qui per rilanciare questa maglia e questa città».

Torna a parlare anche Boulaye Dia

Fa rumore anche l’intervista di Boulaye Dia al podcast francese Au Cœur de Jeu, dichiarazioni che riaprono vecchie ferite e alimentano il dibattito sull’ultima gestione sportiva: «La Salernitana? È stato un passo indietro per potermi riprendere. Avevo offerte dalla Spagna, c’erano l’Almeria e il Celta Vigo, non volevo andare alla Salernitana. Mi ha convinto un aneddoto di due anni prima. Mi dissero che se in Italia avessi fatto bene, le porte della Premier League si sarebbero aperte facilmente. L’obiettivo era arrivare in Inghilterra, in società lo sapevano e mi avevano dato la loro parola. Mi sono fidato di una stretta di mano, è stato un errore. Hanno iniziato a dire che stavano costruendo la squadra intorno a me e io dicevo di non essere d’accordo. Dopo avermi riscattato hanno aggiunto una clausola rescissoria da 20 milioni. Dicevano che era per rassicurare i tifosi. Poi non mi ha comprato nessuno e il prezzo è salito ancora».

L’addio di Valentini

Nel clima di tensione post-campionato arriva anche il saluto dell’ex ds Marco Valentini, che parla apertamente di “ingiustizia” subita dalla Salernitana: «Il tempo e la magistratura (spero) porteranno verità e giustizia ad una città, ad una società e a tutti i professionisti vittime di questa enorme ingiustizia… è stata breve ma intensa… arrivederci Salerno».  Successivamente interverrà anche a SportItalia: «Eravamo in ascesa, lo stop dei play-out ci ha penalizzati. Il campionato è stato falsato, non auguro a nessuno ciò che è successo a noi. Il playout con il Frosinone andava giocato subito».

La rifondazione

Conclusa la stagione 2024/25, la Salernitana avvia ufficialmente la rifondazione. Il primo tassello è l’arrivo del nuovo direttore sportivo Daniele Faggiano, legato al club fino al 2027. Cambia anche lo sponsor tecnico: dopo sei anni si chiude il ciclo con Zeus e viene ufficializzato l’accordo con Puma. Successivamente la Salernitana annuncia Giuseppe Raffaele, scelto come nuovo allenatore dopo il percorso con l’Audace Cerignola. Il tecnico firma un contratto fino al 30 giugno 2027.

Ha poi inizio una vera e propria rivoluzione tecnica: tutti i giocatori dell’annata precedente lasciano Salerno e nel corso dell’estate vengono ufficializzati Inglese e Capomaggio contesi con il Catania, Ferrari, Matino, Coppolaro, Villa, Quirini, Anastasio, Cabianca, De Boer, Achik, Varone, Knezovic, Donnarumma, Ubani, Tascone, Frascatore, Ferraris e Liguori. L’arrivo di quest’ultimo scatena inizialmente la dura protesta del Direttivo Salerno, che espone uno striscione di contestazione fuori lo stadio “Arechi”. La risposta del calciatore arriva via social, rivendicando dignità e determinazione.

Sfuma, invece, il ritorno di Tiago Casasola: il terzino era a un passo dal ritorno in granata, ma l’inserimento a sorpresa del Catania ha cambiato le carte in tavola, facendo saltare l’intesa con il club granata.

La preparazione estiva prende il via in Umbria dal 14 al 29 luglio, per poi proseguire a Norcia dal 3 al 9 agosto. Intanto arriva la sentenza definitiva: il TAR del Lazio dichiara inammissibile il ricorso della Salernitana. La stagione 2025/26 si giocherà ufficialmente in Serie C.

Nuovi assetti dirigenziali

Cambia anche il vertice societario: Maurizio Milan diventa il nuovo presidente, Umberto Pagano assume il ruolo di amministratore delegato. Lascia il vicepresidente Gianni Petrucci, così come l’ex presidente Roberto Busso e il consigliere Angelo Giovanni Ientile. Al posto di quest’ultimo, si registra l’ingresso nel CdA di Nello Annunziata.

Nel frattempo continua la battaglia legale: nonostante il verdetto del TAR, il club non si arrende e invia una diffida alla FIGC, chiedendo di sospendere la stesura dei calendari di Serie B e C in attesa di chiarezza sulla situazione finanziaria della Sampdoria.

Il restyling dello stadio “Arechi”

Il 25 luglio viene presentato il plastico del nuovo stadio. Contestualmente al progetto principale, viene annunciata anche la realizzazione di un nuovo impianto sportivo al posto dell’attuale campo Volpe, che permetterà alla Salernitana di disputare regolarmente le partite casalinghe durante i lavori. Nella stessa giornata iniziano ufficialmente i lavori di riqualificazione del Volpe.

L’ufficialità dei gironi

Bypassata la richiesta del Questore di Salerno di far inserire il club granata nel girone B, la Lega Pro inserisce la Salernitana nel girone C, insieme alla Cavese. Torna così il derby dopo quasi vent’anni, insieme alle sfide con Casertana, Benevento, Sorrento e Giugliano.

Il Viminale conferma il divieto di trasferta per i tifosi granata, imposto a seguito degli episodi avvenuti durante la partita interna contro la Sampdoria. Sul fronte sportivo, la Corte Federale d’Appello respinge il ricorso per il ripristino del play-out con il Frosinone.

Successivamente arriva l’ufficialità della separazione tra la Salernitana e Martusciello. Tramite i propri canali, si è resa nota la rescissione consensuale del contratto, in scadenza nel 2026.

L’inizio campionato

La Salernitana esce subito dalla Coppa Italia Serie C, eliminata dal Sorrento, ma debutta bene in campionato battendo il Siracusa. Seguono la vittoria a Cosenza e il rinvio del match con l’Atalanta U23. A fine mese, la Curva Sud Siberiano prende posizione contro le squadre B.

I granata infilano una striscia impressionante: successi contro Sorrento, Atalanta U23 e Giugliano valgono cinque vittorie consecutive nelle prime cinque di campionato: evento mai accaduto nella storia della Salernitana. Il 24 settembre arriva però la prima sconfitta in campionato, all’Arechi contro l’Audace Cerignola.

Intanto la tifoseria granata non si arrende: dopo la conferma dello stop alle trasferte, i legali del Centro Coordinamento Salernitana Club presentano ricorso al Consiglio di Stato che però lo respinge. Trasferte vietate fino all’1 dicembre.

Il derby con la Cavese

Il 5 ottobre torna il derby con la Cavese dopo 18 anni: inizialmente in svantaggio dopo la rete di Sorrentino, i granata rimontano il match con Inglese e Ferrari. Al gol del pareggio di Macchi, risponde nuovamente capitan Inglese. I granata trionfano allo stadio “Arechi” per 3-2 e tornano al primo posto della classifica.

Pochi giorni dopo, la società risolve consensualmente il contratto con Gianluca Petrachi.

Le difficoltà dei granata

Il 19 ottobre al “Massimino” il Catania si impone 2-0 nello scontro diretto e dopo il successo contro la Casertana, la Salernitana rallenta il proprio cammino. Arrivano i pareggi in trasferta contro il Latina, davanti a un settore ospiti ricco del tifo granata che in occasione del match fa ritorno sugli spalti ospiti, e quello interno con il Crotone. La vittoria contro l’Altamura giunge solo in extremis, grazie al rigore trasformato da Golemic al 97’.

Il 13 novembre emergono nuove difficoltà per la Salernitana, anche fuori dal terreno di gioco. Un’agenzia che nel 2022 curava le prestazioni di Ederson presenta ricorso al tribunale svizzero, contestando al club granata il mancato versamento del 10% sulla rivendita del centrocampista brasiliano, somma che sarebbe spettata al procuratore André Cury.

I granata non riescono a invertire completamente la rotta: pareggio con il Trapani e pesante sconfitta nello scontro diretto con il Benevento, terminato 5-1. A fine partita Faggiano annuncia l’arrivo di Longobardi, nuovo rinforzo per la rosa di mister Raffaele.

Cambi di classifica

Il ko di Benevento fa scivolare la Salernitana dal primo al terzo posto, a pari punti con il Cosenza. In un momento delicato, il direttore sportivo Daniele Faggiano convoca una conferenza stampa per chiedere compattezza all’ambiente, ribadendo l’unità della società e la solidità del rapporto con il patron Iervolino.

Il botta e risposta con Petrachi

Il 10 dicembre l’ex direttore sportivo Gianluca Petrachi interviene al podcast Doppio Passo, dichiarando le difficoltà della sua esperienza a Salerno. Alle sue parole replica duramente l’amministratore delegato Umberto Pagano, che attraverso una nota ufficiale respinge le accuse e difende l’operato del club.

Finale d’anno positivo

La Salernitana chiude l’anno ritrovando la vittoria contro Picerno (gara terminata 2-1 in rimonta, con le reti di Ferrari e del nuovo arrivato Longobardi) e Foggia. In occasione della gara contro i pugliesi, il club granata ha ricordato Carlo Ricchetti, scomparso prematuramente il 28 ottobre a soli 55 anni. I calciatori sono scesi in campo con una patch speciale sulla maglia, successivamente messa all’asta, con il ricavato devoluto alla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro: un gesto che chiude l’anno nel segno del rispetto, della memoria e della solidarietà.

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