In vista della gara di domani tra Salernitana e Catania, il doppio ex Andrea Mazzarani è intervenuto ai microfoni di SalernoSport24. Ecco cosa ha raccontato.
Verso Catania-Salernitana, le parole di Mazzarani
Il centrocampista romano ha vestito la maglia degli etnei dal 2016 al 2018 e nella stagione 2019-2020. Nel 2018 ha avuto una parentesi a Salerno, aiutando i granata a raggiungere la salvezza in Serie B. La permanenza nel campionato cadetto fu conquistata ai play-out, battendo il Venezia ai calci di rigore.
Ha trascorso solo un anno a Salerno: ha qualche ricordo particolare della stagione con la Salernitana?
«Sì, ho tanti ricordi e sono stato molto bene a Salerno, nonostante sia stato un campionato un po’ complicato. Siamo riusciti a portare a casa la salvezza durante l’ultima partita, ai rigori, quindi è stato un anno piuttosto intenso. Ho bellissimi ricordi».
Con il Catania ha giocato in Lega Pro, sperimentando la difficoltà di questa categoria. Secondo lei, si tratta di un campionato sottovalutato?
«Non so se è sottovalutato, però è un campionato veramente difficile perché ne vince una sola e le altre se la giocano ai play-off. Bisogna stare particolarmente attenti in tutte le partite, perché anche quelle che si pensa siano un po’ più semplici, poi si rivelano complicate. Ci sono giocatori importanti. Domenica, infatti, c’è una partita tra due squadre che hanno calciatori che con la categoria c’entrano poco».
Ha vestito le maglie di Salernitana, Crotone e Catania, squadre che in questa prima parte di stagione stanno facendo molto bene nel girone C. Secondo lei, chi ha il maggiore potenziale per arrivare in cima alla classifica a fine campionato?
«Guardando un po’ le partite, secondo me la Salernitana è quella che ha un po’ di potenziale in più, vista la rosa ampia che ha. Credo che, in questo momento, Catania e Crotone siano un pochino più sotto, però stanno lì».
Ha avuto modo di vedere le giocate di Capomaggio? Da centrocampista, cosa pensa delle qualità tecniche e tattiche dell’argentino?
«È un giocatore importante, con spiccate qualità. Ho visto anche l’ultimo gol che ha fatto. È un lusso per la Salernitana e per la categoria e penso che debba continuare così, perché sta facendo molto bene. È un giocatore che mi piace tanto».
Ha vissuto momenti di difficoltà, soprattutto a causa degli infortuni. Come è riuscito a superarli? Ci sono dei consigli che darebbe ai giocatori che si trovano in una fase simile?
«Il segreto è prima di tutto partire dal presupposto che fa parte del gioco, che è una cosa che può succedere e accade a tanti. Poi bisogna avere la testa soltanto su un obiettivo: rientrare al meglio possibile, quindi seguire tutto ciò che dicono di fare per riuscire a migliorare. Poi ci sono alcuni che hanno più difficoltà: bisogna cercare di farsi aiutare, dalla famiglia, dagli amici oppure proprio da qualcuno specializzato. Non è una cosa brutta farsi aiutare, anzi».
Guardando la sua carriera, ha giocato sia in squadre con obiettivi di promozione sia in formazioni impegnate nella lotta salvezza. Quale mentalità serve per affrontare le diverse situazioni?
«Giocare per conquistare la promozione ti mette davanti a molta pressione, soprattutto in piazze come Salerno e Catania, dove la gente è molto esigente e la città vive di calcio. Bisogna un po’ “isolarsi” e concentrarsi sull’obiettivo. Quando si lotta per non retrocedere, invece, è una questione di gruppo: tutti quanti sono lì per cercare di combattere e portare a casa la salvezza».
Guardando al futuro, quali sono oggi i suoi obiettivi personali e professionali?
«Ho studiato per diventare direttore e a luglio prenderò anche il patentino di allenatore. Adesso sto cercando di capire quella che è la strada migliore per me. Per il momento, quest’anno mi godo un po’ di più la famiglia.»







