La Salernitana di Cosmi strappa il pass per I quarti dei play-off di Serie C. Gara di sofferenza contro la Casertana che pareggia il numero di gol a tredici minuti dal termine con un colpo di testa di Heinz, ma ci pensa Achik, con la compartecipazione del portiere avversario De Lucia, a spegnere le velleità dell’avversario. L’allenatore dei granata dà il suo punto di vista sul match.
Cosmi sulla partita: “Grande gara, su Donnarumma…”
«Do un grande valore alla nostra qualificazione per questo motivo: abbiamo incontrato la squadra più forte che potessimo incontrare. All’andata la Casertana era irriconoscibile, così come lo eravamo noi negli ultimi minuti dell’andata. La Casertana è una squadra allenata bene con giocatori fisici e veloci. Ho fatto finta di accettare i gol di Caserta come un evento naturale, ma a livello psicologico aveva creato due possibilità: noi non eravamo quelli dell’andata e loro hanno fatto i due gol. Loro ci hanno aggrediti in modo da non farci intendere come dovevamo giocarla. Da un lato volevamo vincere, dall’altro dovevamo gestire il risultato. Non era facile: volevamo aggredirli alti e stare attenti alle loro ripartenze. Loro erano molto bravi nel recuperare palla, oggi hanno attaccato molto bene e noi eravamo troppo lunghi con i reparti. Mi sono sgolato per farmi capire nel tentativo di giocare più basso. Dovevamo gestire forze ed energie rimanendo compatti. Al gol subito siamo rimasti in gestione, anche se avevamo preso gol nel peggior minuto possibile per alimentare le nostre paure. Donnarumma è stato decisivo, ma lo è stato anche De Lucia su Tascone. Donnarumma si meritava questa serata, è un ragazzo d’oro e sono troppo prevenuti nei suoi confronti. È ingiusto parlare dei singoli dopo una qualificazione così, ma se lo è meritato».
«È impossibile trattenersi di fronte a ciò che il tifo emana. È un privilegio enorme e avvertire il boato del pubblico dopo più di 1000 partite mi emoziona ancora come non mai. Quello che questa gente può darti in più è una conferma. Non ci sono abbastanza parole per ringraziarli».
«Per la questione dei cambi, noi parliamo di professionisti abituati a giocare ogni tre giorni. In caso contrario, non puoi giocare simili competizioni. Gli eventi della partita ti portano a pensare tante cose: se la Casertana ti costringe a giocare con Lescano lontano dalla porta a difendere, è una follia tenerlo in campo. Uno che incide in questi casi è Achik, anche se mi fa incavolare. È un giocatore straordinariamente positivo in quel momento e fa la differenza. Anche Cabianca mi fa incavolare perché abbassa la testa ad ogni errore o fischio. Per me stava facendo una gran partita e stava bene. Io i miei giocatori li conosco, fanno finta di essere stanchi. Spesso il giocatore fresco subentra in un contesto dove i giocatori sono più stanchi, ma hanno altri tempi di gioco. A meno di infortuni o questioni tattiche necessarie, io i giocatori non li cambio. Capomaggio è entrato perché Ferraris non ne aveva. Dipende dalle situazioni».
«Un gol del genere non lo puoi subire. Eravamo in piena gestione tattica della partita perché non stavamo soffrendo sul piano della manovra. Non sapevano come imbucare i calciatori, ma non puoi concedere gol su situazioni di calcio piazzato in cui loro sono bravi. Se ci troviamo ai play-off è perché tutte le squadre che vi partecipano hanno dei limiti, sennò si vinceva il campionato».
«Quando giochi a Salerno giochi in 12, hai il vantaggio del pubblico. È un vantaggio che ti permette di fare lo scatto in più. Siamo una squadra che ha tante caratteristiche. Se avessimo avuto il miglior Inglese potevi impostare la partita in maniera diversa. Lescano ha fatto tanti gol, Ferrari ha fatto un lavoro assurdo ed è stato pure ammonito. C’è qualcosa che non funziona a livello arbitrale se lui viene ammonito. Lui può fare la guerra sulle palle alte. Abbiamo tante frecce al nostro arco. Prepariamo la prossima partita che giocheremo qui, non avremo il favore della classifica. Se il Casarano va a vincere a Renate dopo aver perso in casa, vuol dire che non si può ragionare per schemi prestabiliti. Con i miei giocatori affianco, io non ho paura di nessuno».








