«Mentre il medico studia, ilmalatomuore». In questo caso, però, ci sembra giusto parlare di una lunga e sfiancanteagonia. Il paziente è sempre lo stesso: lo sport a Salerno. Che, nonostante l’ostinata indifferenza di amministratori vecchi e nuovi, non si è ancora rassegnato al suo destino. Tuttavia, la situazione di stallo che si registra nei cantieri del palasport e dello stadio “Arechi” è lo specchio di una città rassegnata al più completoimmobilismo.
Lo sport a Salerno ostaggio dell’immobilismo
La notizia non riguarda direttamente la città di Salerno, ma la tocca abbastanza da vicino: dopo aver conquistato una sofferta ma meritata salvezza nel campionato di Serie B nazionale, ilPower Basket Noceraha ceduto il titolo sportivo aBrescia, rimasta senza squadra dopo il clamoroso trasloco della Leonessa a Roma per il prossimo debutto nella nuova lega europea della NBA. I più attenti ricorderanno che la società presieduta da LucaRenis– erede della gloriosa Pallacanestro Salerno – aveva scelto proprio il capoluogo per iniziare la sua (breve) parabola.
Il progetto era ambizioso: rilanciare la passione per ilbasketnel capoluogo con una squadra competitiva e una struttura societaria solida. Tuttavia, la scintilla non è mai scoccata per davvero: pur avendo conquistato con numeri da record un posto tra i cadetti, il Power Basket ha lasciato Salerno dopo appena tre anni. Non è difficile intuire le ragioni del passo indietro: l’indisponibilità di unpalazzettoadeguato alle esigenze dello sport moderno.
Delta Basket, Pallacanestro Salerno,Virtus Arechi, Power Basket: quante altre società dovranno ancora sparire prima che istituzioni e opinione pubblica prendano seriamente a cuore la questione degli impianti sportivi? Sì, perché il problema non riguarda soltanto la palla a spicchi, ma tutti gli sport di squadra della città.
Il nostro giornale ha ripetutamente sollevato la questione che – è bene ricordarlo ancora una volta – non riguarda soltanto dirigenti, giocatori e tifosi: la pratica sportiva è un indicatore fondamentale dello stato di salute di unacomunità. A maggior ragione se essa, per bocca del suo eterno sindaco, si definisce europea.
Un declino senza fine
A proposito di Europa: per una singolare coincidenza, Salerno sarà una delle sedi deiGiochi universitari, al via il prossimo 18 luglio. Un evento che richiamerà più di 4.000 studenti-atleti impegnati in 13 discipline diverse. Qualcuno di voi si chiederà: quanti e quali impianti cittadini ospiteranno le competizioni degliEUG? La città «europea» ne metterà a disposizione soltanto tre: ilPalaSilvestridi località Matierno – nei fatti l’unico, vero palasport cittadino – ilPalaPalumbo, la struttura di proprietà dell’Esercito che ospita abitualmente le gare interne della PDO, e i campi da tennis diLungomare Tafuri.
Per il resto, le delegazioni che parteciperanno aiGiochi europei universitarisi divideranno traBaronissi, Bellizzi,Cava de’ Tirreni, Eboli,Mercato San Severino, Nocera Inferiore,Pellezzano, Pontecagnano Faiano,Sarno,Avellino e Montoro. In linea di principio, l’idea di coinvolgere altri centri del Salernitano e dell’Avellinese è assolutamente condivisibile. Eppure, non si può celare un certo malessere di fronte all’imbarazzante inadeguatezza degli impianti e delle strutture sportive del capoluogo di provincia. La stessa città che si è candidata a ospitare alcune gare degliEuropeidi calcio del 2032, benché i lavori di ristrutturazione dell’Arechi procedano assai a rilento. Un argomento che piacerà senz’altro ai signori dell’UEFA.
La fuga delle società che provano a resistere altrove
L’impasse in cui giace lo stadio cittadino riflette fedelmente l’inerzia che ha soffocato gran parte del movimento cittadino: la chiusura delPalaTulimieri– per quanto fosse ridotto in condizioni davvero precarie – ha tolto allaRollerSalerno l’unico impianto in cui praticare il pattinaggio a rotelle e l’hockey su pista. Stesso discorso per laSalernitanafemminile di calcio a 5 che, dopo aver giocato le sue gare interne di campionato a Pontecagnano, proseguirà la sua attività nel rinnovato PalaLongo diPellezzano. Non ha potuto fare altrettanto l’AlmaSalerno: la massima espressione del futsal maschile in città ha abbassato la saracinesca nell’estate del 2023. Il motivo? Sempre lo stesso: la mancanza di strutture adeguate.
A dispetto del tempo che passa, questotormentonenon invecchia mai. Molti – a cominciare dal sindaco VincenzoDe Luca, notoriamente allergico alle critiche e alle (rare) domande dei giornalisti – lo troveranno stucchevole e ripetitivo. Spiace per imugugnie per le critiche – talora sgrammaticate – di chi parla senza conoscere i fatti: nel nostro piccolo, noi continueremo a fare il nostro dovere. Per il bene dello sport e della città.














