In casa SSC Bari la situazione non è certo delle più tranquille da mesi. Il club di proprietà della famiglia De Laurentiis nelle ultime ore sta vivendo un nuovo terremoto.
SSC Bari, indagini in corso
Terremoto in casa SSC Bari. Dopo la scottante retrocessione rimediata al termine di una stagione deludente nel doppio confronto play-out contro il Sudtirol, per i galletti si preannuncia un’estate di fuoco.
Secondo quanto riportato dall’ANSA questa mattina, risultano indagati Luigi e Aurelio De Laurentiis per bancarotta e false comunicazioni sociali. Sono in corso in queste ore perquisizioni nelle sedi della società biancorossa e del Napoli.
L’inchiesta, curata dalla procura di Bari, ruota intorno al passaggio del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli, che lo ha poi rivenduto qualche tempo dopo al Cagliari per una cifra superiore ai 7 milioni di euro.
Dettagli del decreto di perquisizione
Il provvedimento di perquisizione, siglato dal procuratore Roberto Rossi insieme ai sostituti procuratori aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza, delinea una prima ipotesi d’accusa basata su quattro presunti illeciti.
False comunicazioni sociali
La prima contestazione riguarda il reato di falso in bilancio. Secondo l’ipotesi investigativa, padre e figlio avrebbero agito d’intesa per garantire un vantaggio economico illecito alla SSC Napoli. Nello specifico, nel bilancio d’esercizio 2024 della SSC Bari sarebbero state inserite informazioni non rispondenti al vero o, in alternativa, sarebbero stati taciuti elementi fondamentali per una corretta lettura dello stato patrimoniale della società.
L’accusa si concentra in particolare sul trasferimento del calciatore Caprile: nel documento contabile non sarebbe stata data la dovuta trasparenza al fatto che si trattasse di un’operazione infragruppo. Inoltre, non sarebbero stati esplicitati i parametri utilizzati per stabilire il prezzo di vendita, né le potenzialità economiche future del giocatore, omettendo anche le motivazioni che hanno spinto il club pugliese a privarsi anticipatamente di qualsiasi quota sulla successiva plusvalenza ottenuta dal Napoli.
Bancarotta fraudolenta impropria
A carico di entrambi gli indagati vengono ipotizzate, sempre in via provvisoria, due fattispecie di bancarotta impropria:
• Per distrazione: legata alla cessione del cartellino per 2,2 milioni di euro, una cifra considerata dagli inquirenti “non congruamente remunerativa” rispetto al reale valore di mercato del giocatore.
• Da reato societario: derivante come conseguenza diretta delle presunte alterazioni di bilancio.
Bancarotta da operazioni dolose
Una quarta contestazione è rivolta esclusivamente a Luigi De Laurentiis. Si tratta dell’ipotesi di bancarotta impropria causata da condotte dolose: gli si contesta l’uso pretestuoso delle deroghe normative introdotte durante il periodo Covid, che permettevano di differire il ripianamento delle perdite (nello specifico, i 7,45 milioni di euro del 2021). Secondo la Procura, aver continuato l’attività gestionale nonostante un palese squilibrio economico e patrimoniale avrebbe finito per aggravare il dissesto finanziario della società.
Il comunicato del Bari
Dopo le ultime ore calde e ricche di tensione, il Bari è intervenuto a riguardo attraverso un apposito comunicato, esprimendo convinzione e serenità sulla risoluzione della vicenda. Di seguito il comunicato: «SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed eseguito questa mattina.
Il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, prima del perfezionamento dell’operazione, da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria, e fortemente accreditato nel settore calcistico, del tutto estraneo agli indagati.
Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio – fisiologiche nel settore calcistico – vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie.
SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali».







