Sufficiente, ma senza particolari picchi, la direzione di gara del signor Gianluca Renzi della sezione di Pesaro, designato per il derby tra Casertana e Salernitana, vinto dai falchetti per 1-0.
L’arbitraggio di Casertana-Salernitana
Il direttore di gara marchigiano si è trovato di fronte una partita molto complicata dal punto di vista ambientale e comportamentale. La Casertana, infatti, è una squadra che quest’anno mette spesso sotto pressione gli arbitri designati, rendendo la gestione della gara tutt’altro che semplice.
Renzi è stato bravo nel primo tempo a non cadere in alcune proteste e simulazioni dei padroni di casa. Nella ripresa, però, con l’aumentare dei toni agonistici, la gestione è apparsa meno convincente, soprattutto in un paio di situazioni controverse.
Nel secondo tempo l’arbitro ha alzato la soglia del fallo risultando meno tollerante in alcune circostanze, pur mantenendo nel complesso equilibrio nelle sanzioni disciplinari. Considerata la natura della partita, molto fisica e tesa soprattutto nel finale, la gestione disciplinare può comunque essere giudicata nel complesso corretta.
Sufficiente anche la gestione delle panchine, chiamate spesso all’ordine dal direttore di gara. In particolare quella della Casertana si è distinta per proteste frequenti e piuttosto accese.
Primo tempo
Al 26′ la Casertana protesta per la mancata concessione di un calcio di rigore per un presunto colpo di Anastasio ai danni di Butic. Nell’occasione Renzi valuta correttamente l’episodio: il contatto con il difensore è molto leggero e l’attaccante accentua vistosamente la caduta. Giusto lasciar proseguire.
Al 31′ primo ammonito dell’incontro Villa, che era diffidato, per aver fermato irregolarmente una ripartenza della Casertana. Corretta la sanzione disciplinare.
Al 43′ episodio complicato in area della Salernitana. Arena stende Casarotto e Renzi inizialmente assegna il calcio di rigore, senza però accorgersi subito della segnalazione dell’assistente. L’AA2 aveva infatti indicato una posizione di fuorigioco. Dopo aver visto la segnalazione, l’arbitro torna sui suoi passi e annulla il penalty.
Dai replay si nota una posizione irregolare molto lieve, nell’ordine di pochi centimetri, ma comunque punibile sul tocco verticale di girelli dopo la sponda di un calciatore di casa. Buona la valutazione dell’assistente in una situazione tutt’altro che semplice. Qualora Casarotto fosse stato in posizione regolare, Arena andava espulso per DOGSO non genuino.
Al 51′ ammonito Pezzella per aver fermato una promettente azione offensiva della Salernitana. Corretto il cartellino giallo per SPA.
Secondo tempo
Al 46′ Renzi ammonisce Llano per un intervento falloso su Achik nei pressi della bandierina del calcio d’angolo. Giusta la sanzione per gioco scorretto.
Al 72′ secondo ammonito tra i granata: Matino trattiene vistosamente Casarotto fermando una ripartenza della Casertana. Anche in questo caso corretta la decisione di punire il fallo con il giallo per SPA.
Al 78′ l’episodio più discusso della partita. Renzi assegna un calcio di rigore alla Casertana per un presunto fallo di mano di Capomaggio su un cross proveniente dalla sinistra. Il centrocampista argentino ha il braccio leggermente largo ma tenta di ritrarlo nel momento in cui si accorge della traiettoria del pallone. L’impressione è che il movimento sia piuttosto naturale e che il volume del corpo non venga aumentato in maniera evidente. La decisione dell’arbitro, confermata dopo il controllo VAR, lascia quindi più di qualche dubbio.
Al 79′ Tascone viene ammonito per proteste in seguito all’assegnazione del rigore.
Nel finale Renzi assegna 8 minuti di recupero, scelta corretta considerando le numerose interruzioni e le perdite di tempo dei padroni di casa. Il direttore di gara lascia inoltre giocare qualche secondo in più proprio per compensare ulteriori ritardi.
Valutazione finale: prestazione complessivamente sufficiente per Renzi, bravo nella gestione generale della gara ma meno convincente in un paio di episodi chiave della ripresa.








