Un rito collettivo che si rinnova nel tempo: il passaggio del Giro d’Italia è sempre un momento di grande fascino, nonostante il ciclismo abbia forse perso il potere d’attrazione che ha esercitato per decenni sul grande pubblico. Comunque sia, la provincia di Salerno ha accolto con calore il passaggio della «festa di maggio».
La provincia di Salerno sulla ribalta del Giro d’Italia
La risalita dello Stivale è appena cominciata, dopo la tre giorni inaugurale in Bulgaria e le avvincenti tappe di Cosenza e Potenza. Oggi è toccato alla provincia di Salerno accogliere la grande famiglia del Giro d’Italia, che ha ritrovato le nostre strade dopo tre anni di assenza, quando il Giro sbarcò nel capoluogo a quasi trent’anni di distanza dall’ultimo arrivo di tappa.
Il copione è stato diverso da allora, ma lo spettacolo ha appagato gli occhi e il cuore degli appassionati e dei tanti curiosi che hanno ritrovato la signora in rosa nella prima parte della 6ª tappa dell’edizione 2026, partita da Capaccio-Paestum e terminata a Napoli con il successo dell’italiano Davide Ballerini (XDS-Astana).
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I maestosi templi della città pestana, poi la meraviglia – ai più sconosciuta – della Riserva naturale Foce Sele-Tanagro, a due passi dal mare: la scenografia impareggiabile dei primi 30 chilometri di corsa, che si sono sviluppati sulla litoranea in direzione di Salerno. Quindi, il passaggio per le strade della «rima d’eterno», a cinquant’anni dalla morte di Alfonso Gatto, il poeta che amava la bicicletta e i suoi umili epigoni.
Lasciato il centro cittadino, i corridori al comando (gli italiani Mattia Bais, Martin Marcellusi, Manuele Tarozzi, Luca Vergallito e il belga Edward Planckaert) e il gruppo della maglia rosa, il portoghese Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) hanno poi proseguito in direzione di Vietri sul Mare per poi raggiungere Cava de’ Tirreni, più volte sede d’arrivo nella storia del Giro, oggi protagonista dell’unico Gran Premio della Montagna del percorso.
Grande partecipazione anche nell’Agro

Infine, il transito nei centri dell’Agro-Nocerino-Sarnese: sia a Nocera Inferiore, sia a Sarno l’accoglienza è stata densa di passione e di affetto per quel vecchio amico di primavera che ci accompagna da oltre un secolo. E pazienza se il nostro movimento ciclistico non ha atleti al via – il toscano di natali salernitani Vincenzo Albanese, selezionato dalla EF EasyPost, non ha potuto onorare il Giro per un problema dell’ultim’ora. Come insegna il poeta, sono tutti primi sul traguardo del nostro cuore. Potere di un filo rosa che unisce l’Italia, ieri come oggi.









