“Il calcio mi manca, il fuoco in me è ancora vivo”: con queste parole inviate alla rubrica Consapevolezze, l’ex attaccante della Salernitana Cedric Gondo rompe il silenzio a 29 anni, ripercorrendo la sua carriera e riaffermando la voglia di tornare in campo. Tra i passaggi della sua lettera emerge con forza il ricordo dell’esperienza in maglia granata, tappa fondamentale di un percorso umano e professionale ricco di colpi di scena.
Dalla visibilità giovanile ai primi ostacoli tra i “grandi”
Cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina – dove si era fatto conoscere al grande pubblico partecipando anche al noto docu-reality di MTV Calciatori – Giovani speranze – , Gondo ha affrontato fin da giovanissimo l’impatto con il calcio dei professionisti. Il salto tra i “grandi” alla Ternana in Serie B si rivela più complesso del previsto: «Nessuno ti aspetta, a Terni non riuscivo a dimostrare il mio valore e non mi sentivo compreso», ammette nella lettera.
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Il capitolo greco e la rinascita personale
Successivamente arriva il trasferimento all’Asteras Tripolis, in Grecia. Una parentesi che l’attaccante descrive come un vero e proprio “incubo”: la solitudine, la lontananza da casa e, soprattutto, una catena di infortuni fisici che portarono perfino i fisioterapisti a prefigurargli un addio precoce al calcio.
Tornato in Italia spento e scoraggiato, Gondo sceglie di staccare la spina. Quei mesi di pausa si rivelano decisivi per la sua vita privata: conoce la sua compagna e nasce sua figlia. La ritrovata serenità familiare gli dà la forza di ripartire dalla Serie C con il Rieti, dove ritrova compagni e stimoli giusti, tornando a segnare e a farsi notare dai club di categoria superiore.
Il capitolo Salernitana: l’eroe della stagione 2020/21 e la promozione in A
Nel settembre 2019 scatta la scintilla con Salerno. Ma è nella leggendaria stagione 2020/2021 che Cedric Gondo scrive una delle pagine più incredibili e indimenticabili della storia recente del club granata.
Dopo un campionato complicato sul piano personale, vissuto spesso a gara in corso e condito da una sola rete fino ad aprile, l’attaccante si “improvvisa” salvatore dei granata nel momento di massimo dramma e speranza. È il 17 aprile 2021: la Salernitana ospita all’Arechi il Venezia (che chiuderà poi al quinto posto). Sotto di un gol e con la promozione diretta che rischia di scivolare via, tra il 90+2′ e il 90+4′ Gondo realizza una doppietta miracolosa che ribalta la partita e riaccende le speranze di Serie A per l’intera città.
Due giornate più tardi si conferma nuovo talismano granata: contro il Pordenone la sua firma è di nuovo decisiva per blindare tre punti d’oro, al pari del gol partita di Tutino arrivato al 96′. Da spalla a protagonista assoluto, il suo contributo nella volata finale risulta fondamentale per conquistare la storica promozione nella massima serie.
L’anno successivo collezionerà anche la gioia del primo gol in Serie A (nella sfida contro il Verona), lasciando un ricordo indelebile per attaccamento alla maglia e spirito di sacrificio. Nella sua lettera, il pensiero per Salerno è intriso di gratitudine:
«La promozione e la Serie A con la Salernitana, emozioni incredibili. Sarò sempre grato alla città, mi ha accolto».
La parentesi a Reggio Emilia e lo sguardo al futuro
Dopo l’esperienza salernitana e le tappe con Cremonese ed Ascoli, Gondo ha ritrovato continuità e calore alla Reggiana. Negli ultimi anni in Emilia si è confermato un punto di riferimento per il reparto avanzato: «Sarei voluto rimanere alla Reggiana, era diventata casa», confessa con rammarico.
Oggi, a 29 anni e senza squadra, Cedric Gondo chiarisce che la sua carriera non è ancora finita. Il messaggio affidato a Consapevolezze è quello di un professionista che si sente ancora integro fisicamente e attende una chiamata per rimettersi in gioco e dare il suo contributo in campo.
La lettera integrale
“Il calcio mi manca. È la mia passione più grande e il fuoco in me è ancora vivo. Con sacrificio e lavoro ho sempre creduto in questo sogno. E se l’ho fatto finora, perché smettere proprio ora? C’è stato un momento nel mio passato, però, in cui volevo smettere. Ho subito il salto con i grandi dopo la Fiorentina. Nella stagione a Terni non riuscivo a dimostrare il mio valore e non mi sentivo compreso. Poi è arrivata la Grecia. Ero solo, lontano da tutti. Mi infortunavo di continuo, era un incubo. I fisioterapisti dicevano che dovessi dire addio al calcio. Non stavo bene, non ce la facevo più. Sono tornato in Italia e mi sono preso una pausa dal calcio. In quei mesi ho conosciuto la mia compagna ed è nata mia figlia. Poi ho ripreso a Rieti con compagni che già conoscevo. Sono rinato. La promozione e la A con la Salernitana, emozioni incredibili. Sarò sempre grato alla città, mi ha accolto. Sarei voluto rimanere la Reggiana, era diventata casa. Ora voglio tornare a giocare.”








