La Salernitana è attesa dalla sfida contro il Foggia per concludere al meglio il girone d’andata: l’obiettivo è ritrovare una continuità di vittoria che manca da metà ottobre (con Cavese e Monopoli), dopo la vittoria di Picerno. Tra i protagonisti non all’altezza di questo periodo opaco c’è sicuramente Quirini che, nonostante un buon inizio di campionato, ha avuto un rendimento calante nelle ultime uscite ed ora, con Raffaele, sta studiando un modo per ritrovare se stesso e, conseguentemente, mettere a disposizione dei suoi compagni di squadra le sue qualità.
Quirini cerca sé stesso: il rendimento del classe 2003
Se il rendimento di questa prima parte di stagione della Salernitana si potesse paragonare ad un calciatore, la parabola, inizialmente ascendete, e successivamente discendente di Quirini sarebbe l’esempio perfetto. Il ragazzo, cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, prima di passare da Lucchese e Milan Futuro, si è immediatamente calato nella realtà granata, prima di ritrovare delle difficoltà non appena la Bersagliera ha iniziato a perdere qualche colpo. Arrivato come uno degli ultimi acquisti del mercato estivo, il ragazzo classe 2003, aveva mostrato a tutti, sin da subito, le sue qualità e la sua importanza sulla fascia destra dove, per altro, nelle prime uscite stagionali dei granata, mancava un vero padrone.
All’esordio, nella gara vinta 2-1 contro il Sorrento allo stadio “Arechi”, l’esterno destro non sbaglia approccio e mette a referto una prestazione superlativa, fatta di recuperi difensivi, supporto alla fase offensiva e caratterizzata da una rete annullata per fuorigioco. La buona impressione è confermata, poi, nelle sfide successive, tra Atalanta U23 e Giugliano, prima di incappare in un primo momento “no” contro il Cerignola, visto un suo ingresso poco soddisfacente e contemporaneo ai tre gol subiti dai pugliesi in venti minuti dopo l’espulsione di Capomaggio.
Luce a Casarano e poi…
Il riscatto? La settimana dopo, al “Capozza” di Casarano, con un taglio alle spalle della difesa rossoblù ed un graffio decisivo, sull’assist di Villa, in una classica combinazione da quinto a quinto, valido per il pareggio last minute dei granata. Luce divenuta fioca la settimana dopo quando, nonostante la grande vittoria per 3-2 contro la Cavese della Salernitana, l’esterno destro lascerà troppi spazi sul suo lato consentendo ai metelliani di colpire più e più volte verso la porta di Donnarumma.
Monopoli, Catania, Latina e Crotone, vedenti la Salernitana vincere solo nella trasferta del “Veneziani” hanno evidenziato la difficoltà di continuità del ragazzo tanto da essere escluso nelle gare contro l’Altamura, Benevento e Potenza, prima di essere ripescato, nuovamente, da mister Raffaele e cercare una soluzione in campo nelle sfide contro Trapani e Picerno. Nel mentre, dopo la batosta del “Vigorito”, la Salernitana ha trovato in Longobardi un importante innesto sulla fascia di destra e l’ex Milan è stato costretto ad adattarsi in diverse posizioni sulla mediana granata, provando a dare, così, garanzie anche da interno di centrocampo, ma riscontrando, spesso, difficoltà, soprattutto in termini di gestione, o interdizione, del pallone.
La sensazione è che il ragazzo si sia mossa parimenti al rendimento della squadra ma che, nonostante le difficoltà di questo periodo, si stia impegnando, e molto, per farsi notare da mister Raffaele che, dal canto suo, ha mostrato tutta la sua disponibilità per non perdere un giocatore con le sue caratteristiche, dalla velocità, all’inserimento, all’intensità, sperando di ritrovarlo nel massimo della sua condizione il prima possibile.









