Era un vecchio pallino del presidente Aniello Longobardi: Pierluigi “Piero” Bucchi, 68 anni, è il nuovo allenatore di Scafati Basket. Contratto fino al 30 giugno 2028 per il coach bolognese, che prende così il posto di Francesco Vitucci, uscito di scena dopo aver conquistato la promozione in Serie A.
Scafati punta su Piero Bucchi per il post-Vitucci
Una scelta tecnica di qualità per puntare alla permanenza in Serie A: Piero Bucchi sarà il timoniere di Scafati Basket nel campionato che verrà.
La lunga esperienza del tecnico bolognese sarà dunque funzionale a un progetto tecnico che – si spera – possa assicurare ai gialloblù una navigazione il più possibile tranquilla nel basket di vertice. Sì, perché le ultime stagioni sono state fin troppo agitate dal punto di vista tecnico: troppi cambi di rotta, poche scelte ponderate.
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Dunque, il debutto di Bucchi sulla panchina della Givova appare come un passo avanti verso la costruzione di una squadra più di lotta che di governo. Pur non potendo scomodare nomi di vaglia, l’allenatore bolognese – che tornerà a frequentare i parquet di Serie A dopo due stagioni altalenanti a Brindisi – chiederà alla dirigenza gialloblù uno sforzo per portare al PalaMangano un pugno di giocatori di buon livello (meglio se in condizioni fisiche dignitose dopo la cattiva sorpresa dell’estate 2024, quando la guardia Sage Tolbert fu rispedita a casa perché in sovrappeso).
Fatto sta che l’ingaggio di Bucchi rivela la volontà di Scafati di affrontare in maniera risoluta la prossima avventura in LBA, oltretutto in una stagione di grandi trasformazioni, che coinciderà con il debutto delle due nuove squadre che parteciperanno dal 2027 alla lega europea della NBA.
Il coach veneziano ha scelto Cantù
Bucchi prende dunque il posto di Francesco “Frank” Vitucci, l’uomo che più di tutti ha inseguito e voluto la promozione. Com’era ampiamente prevedibile, il tecnico veneziano ha cavalcato l’onda della stagione da sogno vissuta a Scafati, firmando un contratto biennale con la Pallacanestro Cantù, che punta a un robusto rilancio dopo aver faticosamente conquistato la salvezza sotto la guida di Walter De Raffaele.
Prima del viaggio in Brianza, però, l’allenatore del ritorno in A ha voluto ringraziare la piazza e la società con una lettera aperta:
«Sono tornato a Scafati […] dopo 21 anni per riprendere un cammino e accettare la sfida che ha portato, grazie a tutte le componenti meravigliosamente unite […] a compiere una “piccola impresa sportiva”: la promozione diretta in LBA grazie alla vittoria del campionato di A2. Per questa opportunità ringrazierò sempre la famiglia Longobardi, con la quale permane un rapporto di stima e affetto reciproco: dal presidente Nello, che è stato di grande sostegno e stimolo, al direttore tecnico Enrico, con il quale ci sono stati costantemente confronti proficui. Un mix vincente che ha spinto tutti ad agire all’unisono, sempre in sintonia, fino “all’ultima curva”.
Ho ancora negli occhi le immagini di Rimini, il popolo gialloblù partecipe, gioioso e festante per il successo decisivo. Ai tifosi non mi limito a dire grazie: siete stati davvero splendidi. Per tutti questi motivi, Scafati è diventato e rimarrà sempre per me un posto speciale. Un legame importante, che va oltre una palla a spicchi e due canestri».







