Al termine del match Inter Under 23-Salernitana, il tecnico granata Vito Di Bari ha parlato ai microfoni di Lira Tv. Di seguito le sue dichiarazioni.
Vito Di Bari: “A Salerno ci vuole personalità”
Al termine del match Inter Under 23-Salernitana è intervenuto ai microfoni di Lira Tv, il tecnico granata. Ecco le sue dichiarazioni.
«Bisogna fare un’analisi giusta e lucida di questa partita: i primi venticinque minuti sono stati molto importanti e abbiamo approcciato la gara nel migliore dei modi. Abbiamo anche segnato su un’azione in cui, a mio avviso, la palla non era assolutamente uscita, ma purtroppo l’episodio è andato contro di noi. I cambi nel secondo tempo hanno dato maggiore dinamicità alla manovra e l’inerzia della partita ci ha portato a spingere e a creare veramente tanto. Oggi la squadra ha dimostrato di saper reagire e ha prodotto una mole di gioco importante: dispiace per il risultato finale, ma dobbiamo ripartire proprio da questo ottimo impatto iniziale. Valutando tutto in maniera oggettiva, la sconfitta è un verdetto che ci penalizza oltremodo».
«Il momento che stiamo attraversando è sotto gli occhi di tutti e in queste fasi subentra inevitabilmente la paura, che finisce per condizionare le scelte tecniche dei ragazzi. Siamo arrivati tantissime volte all’interno dell’area di rigore avversaria, ma ci è mancata la lucidità necessaria per fare gol. Per giocare in una piazza come Salerno ci vuole grande personalità: la maglia pesa e in questo momento è fondamentale che i ragazzi ritrovino prima di tutto una serenità interiore. I risultati non stanno arrivando ed è normale che ci sia contestazione; è giusto prendersi i fischi del pubblico quando le cose vanno male, fa parte del nostro mestiere. Non credo assolutamente che sia un problema di sistema di gioco o di moduli: la chiave oggi è prettamente mentale».
«I ragazzi a fine partita erano distrutti nello spogliatoio, sintomo di quanto ci tengano. Proprio nei momenti negativi, però, serve a poco cercare un capro espiatorio: non è la strada giusta e non fa bene a nessuno. Questa squadra ha dimostrato a tratti di avere qualità importanti e dobbiamo aggrapparsi ai professionisti che siamo, sapendo che il calcio vive di cicli positivi e altri decisamente meno belli. In questo contesto i giovani possono dare una grande mano, sia ai loro coetanei che ai calciatori meno giovani. Oggi, ad esempio, Gyabuaa è entrato molto bene in campo e anche de Boer ha disputato una discreta partita. Ognuno deve dare il proprio contributo per invertire la rotta».
«La classifica, ora come ora, va guardata con grande attenzione, non possiamo più nasconderci. Sappiamo perfettamente che la gente e la tifoseria sono stanche di sentire chiacchiere o promesse: ora contano solo i fatti. Il rapporto con l’ambiente è attualmente a un punto molto basso, e siamo consapevoli che per ricucire questo legame con la piazza c’è un’unica via: bisogna iniziare a vincere le partite».
«Trovare serenità da fattori esterni in questo momento è quasi impossibile, dobbiamo guardarci dentro e tirarla fuori da soli. Ora non servono proclami, ma solo tanto lavoro in silenzio per riprenderci ciò che meritiamo».






