La sfida del “Rigamonti” contro l’Union Brescia, persa per 2-0, decreta la fine della stagione della Salernitana. Dopo due retrocessioni di fila, il sogno promozione si infrange contro il muro innalzato da Corini e dalla sua retroguardia. L’annata 2025-2026 della Bersagliera, però, non è solo l’entusiasmo dell’ultimo mese: le cinque vittorie conseguite da mister Raffaele ad inizio anno, ed i problemi societari sono solo alcuni dei momenti salienti di una stagione altalenante che, comunque, fino alla fine ha tenuto viva la speranza di promozione della compagine campana.
La stagione della Salernitana
Un viaggio lunghissimo, cominciato lo scorso luglio, con una completa rivoluzione dovuta alle oltre venti cessioni alla quale la Salernitana ha dovuto far fronte, fino al sogno play-off, svanito in quel di Brescia sotto i colpi di Crespi e Vido, passando per l’illusione delle cinque vittorie consecutive nelle prime gare di campionato, ed al cambio allenatore. Una stagione lunga ed altalenante che ha, alla fine dei conti, riportato a Salerno quello che mancava da oltre due anni: la passione.
Il girone d’andata: dalle vittorie di fila alla batosta di Benevento
Dopo la retrocessione in Serie C, Iervolino avvia una profonda rivoluzione societaria e tecnica. Salutati Valentini e Marino, la direzione sportiva viene affidata a Faggiano, che sceglie Giuseppe Raffaele per guidare la ripartenza. Anche sul mercato il club granata recita un ruolo da protagonista, assicurandosi elementi di qualità ed esperienza come Inglese, Donnarumma, Achik, Villa, Ferrari, Capomaggio, e Tascone.

L’avvio di stagione è caratterizzato da luci e ombre. Da un lato arriva l’eliminazione al primo turno di Coppa Italia, per mano del Sorrento, dall’altro la squadra riesce a mettere insieme una striscia di cinque vittorie consecutive nelle prime giornate di campionato. Questi risultati consentono ai granata di insediarsi immediatamente nelle zone alte della classifica. Nonostante i numeri positivi, però, il gioco espresso dalla formazione di Raffaele non riesce a convincere del tutto una piazza che si aspetta una squadra più brillante e dominante.

Il primo campanello d’allarme arriva all’Arechi contro l’Audace Cerignola. Avanti di due reti, gli uomini di Raffaele si fanno rimontare fino al definitivo 2-3: decisiva la rete di Cuppone, favorita da un errore di Frascatore. Un KO doloroso che non interrompe però il percorso dei campani, capaci di continuare a muovere la classifica e di mantenersi nelle posizioni di vertice grazie agli importanti successi contro Cavese e Monopoli.

La prima vera frenata in uno scontro diretto arriva al “Massimino”. Il Catania s’impone grazie alle reti di Cicerelli e Forte, mettendo in evidenza limiti che fino a quel momento erano rimasti parzialmente nascosti. Nonostante ciò, la compagine granata riesce a raccogliere punti importanti anche su campi difficili, restando pienamente in corsa per le prime posizioni.
Il finale di 2025: la reazione granata dopo la débâcle di Benevento
Il momento più complicato della prima parte di stagione coincide con la trasferta di Benevento. I sanniti dominano il confronto e si impongono con un pesante 5-1, risultato che induce la società a riflettere sul futuro del tecnico siciliano. Dopo un lungo confronto tra Iervolino e Faggiano, però, prevale la linea della continuità e Raffaele è confermato in panchina.
La scelta si rivela vincente nelle ultime tre gare del girone d’andata. La formazione campana conquista sette punti, pareggiando in casa contro il Trapani grazie a una punizione di Anastasio e superando successivamente Picerno (grazie al gol del neoarrivato Longobardi) e Foggia. Risultati che consentono ai granata di chiudere la prima metà del campionato ed il 2025 con maggiore serenità e con la consapevolezza di poter ancora recitare un ruolo da protagonista nella corsa ai vertici della classifica.

Il girone di ritorno: sconfitte, delusioni e la possibile cessione
L’anno nuovo comincia, però, male: sulle onde dell’entusiasmo visto il gran finale di 2025, la Salernitana si scontra contro l’orgoglio del Siracusa. Al “De Simone” i granata cadono sotto i colpi di Candiano, Di Paolo e Contini, ed il solo Achik non riesce a salvare una barca che lentamente affonda. La sfida contro il Cosenza è il primo punto di svolta: Ferrari fallisce un rigore da tre punti, e la Salernitana incappa in uno 0-0 che la fanno allontanare ancor di più dalla vetta.

Come di consueto, il mercato di gennaio, però, riserva sorprese: arrivano Carriero e Berra, prima del doppio super colpo dall’Avellino Gyabuaa-Lescano. Iervolino spende oltre un milione di euro per invertire la rotta, e i risultati si vedono effettivamente già dalla gara contro il Sorrento. Lescano segna e colpisce due pali, la Salernitana ritorna a convincere ma i problemi sono ancora dietro l’angolo. Allo stadio “Arechi” il Giugliano rimedia un punto importantissimo, mentre a Cerignola, in un freddo venerdì sera d’inizio febbraio, la squadra di Maiuri trionfa per 1-0 sui granata. La vittoria contro il Casarano nell’infrasettimanale di metà febbraio è solo un piccolo segnale di reazione: la Salernitana continua a sbagliare ed entra in un vortice di risultati negativi.

L’arrivo di Cosmi
Minaj al 90′ fa gioire la Cavese nel derby di San Valentino, Scipioni da centrocampo decide Salernitana-Monopoli, e Butic sentenzia Casertana-Salernitana. In mezzo l’esonero di un demotivato Raffaele: ritorna in panchina Cosmi. Con il tecnico perugino ci sono, però, tanti scetticismi: l’ex allenatore di Udinese e Perugia non allena dal 2023 (esperienza in Croazia contro il Rijeka), dubbi che s’insinuano tra le trame della piazza. Il pareggio contro il Catania caratterizza il suo esordio. Poi arriva la sconfitta di Caserta, prima di tre importanti partite che cambiano l’umore della squadra: il 2-1 al Latina in nove uomini (espulsi Golemic e Capomaggio), il graffio di Achik allo “Scida” ed il risicato 2-1 al Team Altamura.

La possibile cessione societaria: Rufini non dà garanzie
Nel mentre, però, diverse sono le voci che si rincorrono al di fuori dello spogliatoio granata: Iervolino, insoddisfatto, vuole vendere il club. Tra gli acquirenti si fa avanti Rufini, figura imprenditoriale emergente, che però, non dà le garanzie che il patron originario di Palma Campania ricerca. La piazza di divide in due parti: chi vuole ancora Iervolino a capo della Bersagliera e chi, invece, vorrebbe un cambio societario che non arriverà mai durante l’arco della stagione.

In una stagione piena, ed in un girone di ritorno, di alti e bassi, basta poco per cambiare l’opinione sul rendimento. Al “Viviani” di Potenza, dopo 20′ di totale equilibrio, la Salernitana cade per 5-2 contro i vincitori della Coppa Italia Serie C. Schimmenti, Murano, Felippe e Soiatounis mettono a ferro e fuoco la retroguardia granata, incapace di rispondere alle continue volate dei rossoblù. Il Benevento, una settimana dopo, trionfa 0-1 allo stadio “Arechi” e vince il campionato dinanzi i tifosi granata: l’ultimo stop prima di uno switch mentale importantissimo. Cosmi cambia atteggiamento: ogni mercoledì c’è un test contro una squadra di categoria più bassa per sperimentare nuove tattiche e strategie.
Lo switch finale: le tre vittorie consecutive prima dei play-off
I risultati sono immediati: a Trapani viene proposto per la prima volta il 3-4-1-2: Ferraris alle spalle delle due punte Ferrari e Lescano. La Salernitana trionfa 1-2 all’ultimo minuto con il tap-in del giovane Boncori, primo giovane proveniente dalle giovanili della Bersagliera a segnare sin dal 2009.
Cambia l’atteggiamento della Salernitana: l’obiettivo è riprendersi il terzo posto perso dopo le due sconfitte contro Potenza e Benevento. Con il Picerno, in una gara ostica visti gli importanti risultati ottenuti dalla squadra rossoblù (vittorie contro Catania e Cosenza), sono Lescano ed Achik gli uomini della Provvidenza, prima di concludere la regular season con l’1-3 maturato allo “Zaccheria” di Foggia. Quirini, de Boer e Ferrari condannano il Foggia alla retrocessione in Serie D, e conducono la Salernitana al terzo posto in classifica, consentendole di entrare direttamente dal turno nazionale ai play-off di Serie C.

Il sogno play-off: da Caserta a Brescia, il viaggio dei granata
Due settimane senza campo e poi il primo incontro: Casertana-Salernitana comincia subito benissimo. Lescano, Ferrari e Ferraris indicano la retta via, ma basta una distrazione e la squadra di Coppitelli rientra in gara: Butic e Proia accorciano le distanze in vista della sfida dello stadio “Arechi”.
Partendo dal risultato di 2-3, la risposta dello stadio “Arechi” per la sfida di ritorno contro la Casertana è da categoria superiore: ventimila spettatori ed un ambiente che freme. La risposta della squadra, però, non è quella attesa: lenta, scarica e impaurita dal gol di Heinz che al 77′ fa sobbalzare il popolo granata. Le paure si schiantano contro il palo di Butic, prima di sfogarsi definitivamente a tempo scaduto con la rete di Achik che manda in visibilio l’intero stadio.

All’indomani della sfida contro la Casertana, nel sorteggio dei quarti, dall’urna esce il nome del Ravenna di Mandorlini: allo stadio “Arechi” la Curva Sud propone una delle scenografie più belle degli ultimi anni, i venticinquemila in granata spingono la Bersagliera al trionfo per 2-0 contro i ravennati. Segnano Lescano ed Anastasio.
L’atteggiamento al “Benelli” è diverso: consapevole dei propri mezzi e della propria forza. Dopo un primo tempo di attenzione, i rossi di Bianconi ed Esposito cambiano il match e portano Cosmi a vivere con più tranquillità la seconda frazione di gioco. Prima Villa, e poi il ritorno al gol di Inglese (che mancava dal 5 ottobre contro la Cavese), chiudono la pratica Ravenna.

La semifinale con l’Union Brescia: il sogno infranto
In semifinale l’ostacolo è l’Union Brescia di Corini: reduce dal passaggio del turno contro il Casarano, e da un campionato non all’altezza, i biancoblù si presentano con tanta personalità dinanzi i ventiseimila dello stadio “Arechi”. Prima de Boer fa impazzire il tifo granata, poi Crespi rovescia, letteralmente, il risultato: acrobazia superlativa al 91′ e gol del pari che andrà a colpire l’umore dei calciatori granata.
Il ritorno è una prosecuzione della sfida di Salerno: in bambola dopo solo 50 secondi, Anastasio, Golemic e Donnarumma regalano il gol del vantaggio sempre a bomber Crespi. Donnarumma, dopo un anno intero trascorso tra i pali, esce per infortunio e lascia il posto a Brancolini, mentre la Salernitana non riesce a trovare le carte vincenti per rimettere il match in parità. Le speranze granata si fermano sul colpo di testa di Inglese parato da Gori, e sui ripetuti cross, sempre facili prede della retroguardia lombarda. Vido, a tempo scaduto, archivia la qualificazione e condanna la Salernitana all’eliminazione dai play-off di Serie C.

Un percorso lunghissimo ed altalenante, esposto a critiche ed opinioni contrastanti ma che, nonostante una regular season non all’altezza delle aspettative, ha riportato entusiasmo nella città di Salerno che da oltre due anni non registrava questi numeri. Merito di Cosmi e dei ragazzi che, al seguito del loro allenatore, si son ritrovati ed hanno fatto vivere tre settimane da sogno al popolo granata.








