Ci sono fine settimana sportivi nei quali il risultato conta, ma non racconta tutto, quello appena trascorso, per lo sport salernitano, è uno di questi.
Lo Sport salernitano del week-end
La vittoria della Salernitana, il nuovo successo della PDO Salerno e le partenze positive di Sporting Sala Consilina e Feldi Eboli restituiscono una fotografia incoraggiante. Ma accanto alle vittorie ci sono domande che non possono essere ignorate: la gestione della panchina della Scafatese, il momento della Cavese e, più in generale, la necessità di trasformare le buone intenzioni in continuità.
La Serie C delle salernitane
Partiamo dalla Salernitana, perché all’Arechi è arrivata una vittoria che vale molto più dei tre punti. L’1-0 sul Giugliano ha portato i granata a cinque risultati utili consecutivi e, soprattutto, ha confermato una crescita che nelle ultime settimane sembrava necessaria. La squadra di Serse Cosmi ha dominato per larghi tratti, costruito numerose occasioni e mantenuto il primo clean sheet stagionale. Il limite, semmai, resta quello di non aver chiuso una partita che avrebbe potuto avere un risultato più largo.
E poi c’è Daniele Celiento. Un difensore che segna in tre partite consecutive non è più una semplice curiosità statistica: diventa un segnale. Il suo colpo di testa ha deciso anche la sfida contro il Giugliano e ha confermato un impatto offensivo diventato ormai determinante. In una Salernitana che deve ancora trovare la propria dimensione definitiva, avere un giocatore capace di incidere anche in questo modo può rappresentare una risorsa importante. Ma attenzione a non trasformare Celiento nella soluzione a tutti i problemi: una squadra ambiziosa deve trovare gol e protagonisti in più uomini, ma soprattutto dai suoi attaccanti.
Se a Salerno si sorride, a Scafati il pareggio di Cosenza apre soprattutto un capitolo panchina. L’1-1 dello “Scida”, firmato Emmausso dopo il vantaggio calabrese, racconta una partita nella quale la Scafatese ha saputo reagire nella ripresa e conquistare un punto. Ma il risultato rischia di passare in secondo piano rispetto alla questione della guida tecnica.
Michele Facciolo era arrivato sulla panchina della prima squadra con un incarico ad interim dopo l’esonero di Giovanni Ferraro. La sua soluzione interna era stata pensata come una fase transitoria, in attesa di una decisione definitiva. Ora quella decisione sembra essere arrivata a un punto cruciale. E qui non si tratta soltanto di scegliere un allenatore: si tratta di dare alla Scafatese una direzione. Perché una neopromossa, soprattutto in un campionato competitivo come la Serie C, ha bisogno prima di tutto di sapere quale strada vuole percorrere.
La Cavese, invece, torna da Potenza con una sconfitta che fa male. Il 4-2 del “Viviani” è arrivato al termine di una partita dai due volti: sotto di due reti, gli aquilotti hanno avuto la forza di rientrare sul 2-2 grazie a Fusco e Minaj, prima di subire nuovamente l’iniziativa dei padroni di casa. È la seconda sconfitta consecutiva e la classifica resta ferma a quota cinque punti.
Ed è inevitabile che, quando arrivano risultati negativi in serie, inizino le riflessioni sulla panchina. Cristiano Masitto ha cambiato volto alla squadra nell’intervallo, ottenendo una reazione importante. Ma il calcio, soprattutto a questi livelli, vive anche di risultati e di equilibrio. La Cavese dovrà capire rapidamente se la rimonta di Potenza rappresenta un punto da cui ripartire oppure l’ennesimo campanello d’allarme.
PDO Salerno, la solita fame
Poi c’è una realtà che ormai da anni ha abituato Salerno a una parola: vincere.
La PDO Salerno ha conquistato la seconda vittoria consecutiva in altrettante giornate di campionato, travolgendo 37-18 la Casalgrande Padana. Dopo un avvio equilibrato, le salernitane hanno cambiato ritmo e piazzato un parziale di 11-1 che ha indirizzato definitivamente la gara.
Non è soltanto una partenza positiva. È la conferma di una cultura sportiva costruita nel tempo. La Jomi Salerno, espressione della PDO, arriva a questa stagione con 10 scudetti e punta a tornare sul tetto d’Italia per conquistare l’undicesimo. La FIGH la colloca al secondo posto nell’albo d’oro della Serie A1 femminile, dietro al Cassano Magnago, che ne ha vinti 11.
Questa è forse la parte più interessante: a Salerno lo Scudetto non è una promessa da pronunciare a settembre, ma un obiettivo che nasce da una storia precisa. E proprio per questo ogni vittoria, anche a inizio stagione, va letta nella prospettiva di un percorso molto più lungo.
Due vittorie che dicono subito una cosa
E poi c’è il futsal. Prima giornata di Serie A KINTO e due vittorie per le formazioni della provincia di Salerno.
Lo Sporting Sala Consilina ha rimontato la Fortitudo Pomezia imponendosi 3-1 al Centro Sportivo Meridionale di San Rufo. Protagonista assoluto Brunelli, autore della doppietta che ha ribaltato la partita, prima del definitivo 3-1 firmato Foti.
La Feldi Eboli, invece, ha iniziato il proprio cammino con un netto 3-0 sul campo dell’Active Network. Echavarria ha aperto le marcature, mentre Braga e Breno hanno completato il successo delle Volpi. Una partenza che conferma immediatamente la volontà della formazione ebolitana di stare nelle zone importanti del campionato.
Due squadre diverse, due percorsi diversi, ma una stessa ambizione: essere protagoniste. E se il futsal salernitano vuole confermarsi ai vertici, partire con due vittorie rappresenta certamente il modo migliore per mettere in chiaro le proprie intenzioni.
Il filo comune: non basta partire bene
Ed è proprio questo, alla fine, il tema che unisce tutte le storie di questo fine settimana.
La Salernitana deve trasformare la continuità ritrovata in un progetto solido. La Scafatese deve sciogliere il nodo della panchina e trovare una direzione precisa. La Cavese deve reagire prima che una crisi di risultati diventi qualcosa di più difficile da gestire. La PDO deve confermare sul campo una candidatura costruita su una storia straordinaria. Sporting Sala Consilina e Feldi Eboli devono dimostrare che le ambizioni estive possono diventare risultati anche quando arriveranno le partite che pesano davvero.
Il campionato non si decide a settembre. Ma a settembre si cominciano a vedere le squadre che hanno le idee chiare.
E lo sport salernitano, in questo momento, ha bisogno soprattutto di questo: idee, programmazione, coraggio e continuità. Perché vincere una partita è importante. Costruire una stagione, però, è un’altra cosa.








