La Salernitana torna alla vittoria in rimonta ad Altamura nel turno valido per la quattordicesima giornata di serie C girone C grazie a due calci di rigore. I granata nel finale rispondono alla vittoria del Benevento approfittano del KO del Catania, riconquistando il primato solitario in classifica.
Altamura-Salernitana: analisi del match
Il trainer Raffaele ripropone lo spartito tattico del 3-5-2 apportando delle variazioni all’undici titolare: terzetto difensivo composto da Coppolaro, Golemic e Matino dinanzi a Donnarumma. In mediana Capomaggio è affiancato da Di Vico e Tascone, Liguori e Anastasio presidiano le fasce. In attacco Inglese è supportato da Ferraris. Mai finora un precedente tra le due squadre in incontri ufficiali.
Primo tempo: arriva subito la doccia fredda
Nelle prime battute le squadre si studiano ma il tema è chiaro: Salernitana che cerca di fare la partita, padroni di casa pronti ad agire in ripartenza.
Dopo dieci minuti su azione di contropiede si interrompe l’equilibrio: difesa granata sorpresa e Altamura in vantaggio con Rosafio, che insacca sotto misura. Rete numero 14 subita in campionato dalla compagine di mister Raffaele.
La Salernitana reagisce dopo un quarto d’ora con un cross di Liguori che pesca Inglese in area: il colpo di testa è deviato in corner. Anche Capomaggio vicino al pari, palla a lato. I pugliesi salvano sulla linea su tiro di Di Vico.
I ritmi granata sono compassati, le idee scarseggiano. Errori di precisione in fase di appoggio e in uscita dalla difesa per la Salernitana, i biancorossi controllano la fase difensiva senza grandi patemi, anzi sfiorano il raddoppio con Curcio.
Nei due minuti di recupero c’è tempo per racimolare anche l’ammonizione a Ferraris, piuttosto sottotono.
Secondo tempo: Liguori e Golemic la ribaltano dal dischetto
La ripresa inizia con le medesime formazioni della prima frazione. I granata appaiono più determinati.
Azione sul versante destro: uno-due tra Capomaggio e Tascone, fallo netto in area di rigore, l’arbitro decreta il penalty, verificato anche con FVS. Liguori spiazza Viola e pareggia.
L’Altamura resta con maglie strette e linee ravvicinate, optando per una manovra fatta di passaggi corti. La Salernitana rincorre il vantaggio ma non riesce ad aumentare la pressione. Il fuorigioco salva gli ospiti sulla nuova rete pugliese.
Primi cambi per il trainer granata al minuto 70: fuori Ferraris e Di Vico per far posto a Ferrari e Achik. L’ex Cerignola si sistema sull’out mancino, l’ex Vicenza affianca Inglese in attacco. La mossa tende a dare una scossa alla gara piatta degli ospiti. La Salernitana non riesce a trovare ritmo e guizzo vincente.
Nel finale i granata provano a sfruttare maggiormente le corsie esterne, scodellando dei cross in area di rigore, ma senza impensierire il portiere.
I granata alzano sensibilmente la pressione solo nei minuti finali scodellando palloni in area di rigore. Nel secondo minuto di recupero Ferrari riceve un colpo al volto in area di rigore, l’arbitro fischia un altro penalty. Stavolta è Golemic a trasformare dagli undici metri portando in vantaggio la Salernitana.
Raffaele inserisce forze fresche nei minuti finali: Frascatore, Varone e Quirini, escono Inglese, Liguori e Anastasio. Dopo oltre 10 minuti di recupero il triplice fischio fa esultare di gioia il migliaio di sostenitori giunti da Salerno. Vittoria difficile su un campo ostico, ottenuta senza la miglior performance stagionale.
Alla quattordicesima giornata la Salernitana, dopo aver rischiato di infilare il terzo pareggio consecutivo in campionato, ritorna alla vittoria. La Bersagliera si riprende la vetta solitaria della classifica, inseguita da Benevento, Catania e Cosenza.
Una vittoria al cardiopalmo che vale la vetta in classifica
Serviva la vittoria per riappropriarsi della vetta davanti alle concorrenti principali e la Salernitana, dopo due pareggi consecutivi, riesce ad acciuffare i tre punti.
Il successo consente di allungare in classifica e aumentare la striscia utile, mantenendo un margine minimo di vantaggio sul Benevento e sul Catania. Altra scorta di provviste per il futuro nonostante la prestazione sia stata ancora scialba. Raffaele varia sull’assortimento dell’attacco puntando al fraseggio con Ferraris e Liguori. Solo nel finale i granata hanno mostrato discreto ritmo e pressione, portando pericoli dalle parti del portiere pugliese. E’ mancata ancora la fluidità di gioco e la concretezza negli ultimi sedici metri. La difesa, che aveva offerto una certa solidità nelle ultime due partite, è tornata a subire gol. Raffaele ha sostanzialmente rinunciato a tutti gli esterni di ruolo sulla destra (Ubani, Quirini, Achik) scegliendo Liguori per un ruolo a lui meno congeniale.
Il gioco si è sviluppato principalmente con improponibili lanci lunghi, facili prede dei difensori di casa. La manovra non si è mai distribuita sulle fasce, è stata spesso farraginosa e lenta, fatta di passaggi corti poco incisivi in termini di profondità e pericolosità.
In alcune fasi, da rivedere con attenzione per i necessari correttivi da apportare, si sono manifestate delle inattese amnesie, al netto delle tante assenze per infortunio o post infortunio (Villa, De Boer). Raffaele dovrà lavorare sugli errori e su nuove soluzioni tattiche per scardinare le difese ben disposte. Questa volta si è riuscito a vincere una partita sporca, senza spazi in ampiezza, gioco spezzettato, il classico scenario da terza serie. Il risultato è l’elemento fondamentale, è la medicina per i malesseri, ma bisognerà focalizzare i problemi di gioco e le carenze di organico da colmare a tempo debito.







